Reggio, dipendenti della Provincia molto preoccupati dal Decreto Enti Locali: si va verso la mobilitazione

Assemblea sindacale dei dipendenti della Provincia presso la sede di via Sant’Anna per esaminare il DL Enti locali in vista del presidio nazionale dei lavoratori organizzato dai sindacati CGIL CISL UIL per il prossimo 25 giugno

assembleaLa riunione che ha registrato un salone pieno di lavoratori, presso la sede della Provincia di via Sant’Anna, è stata indetta allo scopo di avviare una capillare informativa presso tutte le sedi centrali e periferiche interessate ai provvedimenti, per raggiungere e coinvolgere nella manifestazione presso il Parlamento Nazionale il maggior numero di dipendenti. In effetti il D.L. Enti Locali scombina e stravolge quanto previsto dalla legge del Rio n°56 e circolare n°1, in quanto disattende le aspettative dei lavoratori della polizia Provinciale e dei C.P.I. che nelle suddette norme di riferimento erano destinati a collocazioni di carattere nazionale, quali il Corpo Forestale e l’Agenzia Nazionale del Lavoro. Lo affermano a in una nota Alessandra Baldari della CIGL – Funzione Pubblica e Adolfo Romeo della CISL FP.

Viceversa, il Decreto Legge – in esame – prevede la municipalizzazione della Polizia Provinciale presso i comuni e la riallocazione delle competenze sulla gestione dei Centri per l’impiego alle Regioni, soluzioni provvisorie ed approssimative e con risorse inadeguate. Ciò porterebbe come conseguenza lo smantellamento delle funzioni fin qui esercitate dalla Polizia Provinciale, soprattutto in ambito di tutela ambientale e gestione del territorio: un reale rischio della tenuta occupazionale, stante al tracciato del provvedimento.

A rischio chiusura anche per i centri per l’impiego per l’impossibilità delle Regioni a farsi carico degli ingenti costi del convenzionamento (circa 215 MLN € spesa attuale) a fronte della disponibilità del governo di contribuire con soli 70 MLN € /annui e solo per gli anni 2015/2016.

Molti gli interventi registrati, sia dai dipendenti della Polizia Provinciale che dei Centri dell’Impiego, i quali hanno denunciato l’assoluta contrarietà al provvedimento ritenuto penalizzante sotto ogni aspetto, ma anche la solidarietà dei colleghi degli altri settori intervenuti nella manifestazione, presieduta dai dirigenti CSL-FP Adolfo Romeo e di Alessandra Baldari della CGIL Funzione Pubblica che ha introdotto i lavori con un’approfondita relazione, numerosi anche i componenti della RSU presenti.

In particolare il personale -a tempo determinato – che espleta all’interno dei Centri per l’Impiego servizi specialistici di consulenza e orientamento al lavoro, ritenuti indispensabili per gli standard europei, contesta il governo che penalizza e lascia nel limbo i servizi per l’impiego e le risorse ad esso assegnate, escludendoli dalle disposizioni contenute nella bozza del Decreto Legge – Enti Locali, ed auspica che il Parlamento modifichi e integri – quanto non previsto nel decreto – provvedendo alla definitiva stabilizzazione. Evidenzia quanto previsto dal Regolamento del FSE per la programmazione 2014-2020, che prevede, tra le priorità di investimento, la modernizzazione delle istituzioni del mercato del lavoro e il potenziamento dei SPI, e in questo senso il nostro Paese –è da ritenersi-  in contro tendenza rispetto al resto d’Europa e alle direttive UE.

L’assemblea odierna ha ritrovato uno spirito unitario e di partecipazione, malgrado la scarsa informazione pervenuta sui posti di lavoro, in un momento difficile in cui la chiusura delle Province – da parte del governo – lungi dal tagliare le spese della politica, riduce drasticamente le risorse agli Enti Locali destinati ai servizi, ma soprattutto cancella numerosi posti di lavoro.

Si prende atto infine, della legge regionale di riordino approvata dal Consiglio Regionale che vede, tra l’altro, il ritorno della formazione professionale e dell’agricoltura alla Regione Calabria: processo di riordino che comunque va seguito nei protocolli d’intesa e nei decreti di attuazione che dovranno garantire i servizi e gli uffici decentrati, vigilando anche su una corretta gestione della transizione che non dovrà comportare alcuna interruzione amministrativa, rispettando pure i profili di appartenenza dei dipendenti interessati.