Reggio, sul Decreto Enti Locali la minoranza tuona: “incomprensibili toni trionfalistici di Falcomatà”

Conferenza stampa a Palazzo San Giorgio della minoranza di Cdx sul “Decreto Enti Locali”, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale

conferenza stampa minoranza comuneA neppure 12h dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del tanto discusso “Decreto Enti Locali” (Decreto Legge 19 giugno 2015 n.78) del Governo Renzi, ecco che la minoranza di Palazzo San Giorgio torna a farsi sentire.

Coesi e compatti“-come ha precisato Lucio Dattola- il Cdx si è presentato questa mattina alla stampa per fare chiarezza sulle parole usate dal sindaco Falcomatà nella conferenza stampa di ieri, precisando sin da subito che “incredibilmente oggi voi giornalisti potrete fare domande a fine conferenza” con un riferimento, quello di Lucio Dattola, neppure troppo velato all’ormai noto episodio accaduto ieri al Comune.

Senza troppi giri di parole Dattola boccia le “valutazioni troppo ottimistiche” sul Decreto Enti Locali, dal momento che a suo giudizio “a Reggio si perseguirà l’esatto contrario di quanto un buon amministratore dovrebbe fare nella gestione della res pubblica. Da questo decreto, infatti, non si avrà nè riduzione della spesa corrente nè tantomeno del debito“.

L’art. 6 prevede, infatti, <<un’anticipazione di liquidità fino all’importo massimo di 40milioni di euro per l’anno 2015>>, la cui restituzione (comma 3) <<è effettuata, con piano di ammortamento a rate costanti, comprensive degli interessi, in un periodo massimo di trenta anni a decorrere dall’anno 2019, con versamento ad appositi capitoli dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato, distinti per la quota capitale e per la quota interessi. Gli importi dei versamenti relativi alla quota capitale sono riassegnati al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. Il tasso di interesse da applicare alle suddette anticipazioni è determinato sulla base del rendimento di mercato dei Buoni poliennali del tesoro a 5 anni in corso di emissione>>; fondi, questi, che per il capogruppo NCD, Imbalzano, “non costituiscono una regalia per Reggio, bensì sono semplicemente strumenti finanziari che il Governo ha messo a disposizione non soltanto della nostra città, ma per tutti quei Comuni italiani impegnati nel ripristino della legalità“. Per Imbalzano, dunque, se da un lato questi provvedimenti rappresentano una boccata d’ossigeno per le casse comunali, dall’altro non si spiegano i toni trionfalisti del sindaco e della sua maggioranza.

A rincarare la dose ci pensa il capogruppo di Reggio Futura, Maiolino, il quale ironicamente chiede: “Ma se per un risultato abbiamo impiegato 7 mesi, in un’intera legislatura in media ne otterremo 6?” e utilizza quella stessa ironia per fare presente al sindaco che la bozza di questo decreto conteneva un articolo 8, che era rivolto esclusivamente ai comuni calabresi, di cui “cammin facendo” si sono perse le tracce.

Altro punto discusso dalla minoranza è stata l’autorizzazione, di cui al comma 7 del medesimo art. 6, <<ad assumere, anche in deroga ai limiti previsti dalla legislazione vigente, fino ad un massimo di tre unità di personale a tempo determinato, ai sensi degli articoli 90, comma 1, 108 e 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267>>. Quelli che la consigliera Mary Caracciolo ha definito “lo staff del sindaco” e che anche il capogruppo di Forza Italia, Marino, ha chiesto se fossero necessari proponendo di “utilizzare queste somme per allentare la pressione fiscale“.

Tutti concordi gli esponenti della minoranza, dunque, a non reputare questo decreto “una vittoria dell’Amministrazione Falcomatà quanto piuttosto un aggravamento del debito comunale trattandosi di somme da restituire“. Un breve passaggio, poi, di Imbalzano sulla “questione Multiservizi”, reputato dal consigliere in quota NCD “più uno spiraglio di natura formale che sostanziale dal momento che per i vincoli di Basilea 2 e 3 si pone un problema anche di sostenibilità finanziaria e accesso al credito per un’eventuale società in house, che rivestisse la forma societaria di Srl (società a responsabilità limitata) e non di Spa (società per azioni)“.  ”Ci attendiamo risposte convincenti ed esaustive anche su questo aspetto” -ha concluso Imbalzano.

Infine una parentesi sull’ “affaire Burrone”, il consigliere di maggioranza salito agli onori della cronaca per le sue frasi/offese su Facebook, che ieri aveva incassato la solidarietà del sindaco. Anche qui il Cdx ha dimostrato di essere tornato unito: tutti i membri della minoranza al prossimo consiglio comunale chiederanno le sue dimissioni. “E anche le scuse alla città e al Cdx sarebbe gradite” ha chiosato Luigi Dattola.

All’incontro è apparso anche il Sen. Antonio Caridi (GAL), a cui Lucio Dattola ha rivolto un attestato di amicizia dopo che lo stesso senatore era stato accusato pubblicamente dal sindaco Falcomatà di “non sapere leggere le carte“. “Credo che un sindaco debba avere il senso delle Istituzioni e rispettare chi siede e rappresenta la nostra città al Senato della Repubblica“- ha aggiunto Dattola.