Reggio, crisi Atam: “come sempre i nodi vengono al pettine”

Le ultime vicissitudini dell’ATAM emerse sotto la guida poco autorevole dell’Amministratore unico, di cui abbiamo saputo attraverso i quotidiani locali, se da un lato ci confermano che l’USB aveva visto giusto quando sosteneva che gli unici chiamati a pagare per il fallimento della gestione erano i lavoratori

atam-reggio“Le ultime vicissitudini dell’ATAM S.p.a. emerse sotto la guida poco autorevole dell’Amministratore unico prof. Gatto e dei suoi collaboratori, di cui abbiamo saputo attraverso i quotidiani locali, se da un lato ci confermano che l’USB aveva visto giusto quando sosteneva che gli unici chiamati a pagare per il fallimento della gestione erano i lavoratori e le lavoratrici, ci dicono anche che il modello di gestione non è cambiato. Un modello di gestione che continua a essere indirizzato a garantire agli amici degli amici un posto in prima fila con risorse pubbliche e quindi a carico dei cittadini. La tesi difensiva sostenuta dall’A. U. riguardo alla presunta pressione subita dal capogruppo PD in Consiglio comunale per costringerlo ad assegnare un incarico da venticinquemila euro a un professionista esterno appare assolutamente puerile e insensata. Sarebbe bastato portarne a conoscenza il sindaco Falcomatà per evitare il fattaccio se consideriamo autentica la reazione che esso ha avuto quando è venuto a conoscenza dei fatti” afferma in una nota l’Usb. “Il prof Gatto ci dicesse invece perché non ha pensato a questa logica scelta invece di chiudersi nel mutismo con la scusa di tutelare l’azienda. Prof Gatto, parli e dica tutto, lo deve a tutti coloro ai quali lei, insieme ai suoi sodali, ha imposto pesanti sacrifici e a tutti i cittadini di Reggio Calabria che hanno subito pesanti limitazioni del diritto alla mobilità sotto la sua gestione. Vantarsi poi -prosegue la nota- di aver conseguito un avanzo corrente per oltre due milioni di euro, senza però dire quali sono stati i recuperi economici e produttivi che hanno permesso di realizzarlo, appare demagogico e fuorviante. Due milioni di euro, infatti, sono la cifra esatta che ha prodotto il Contratto di solidarietà che i dipendenti sono stati costretti a subire sotto la minaccia del fallimento, il che ci conferma quando noi andiamo postulando da oltre un anno e precisamente da quando abbiamo costituito la Dirigenza RSA in ATAM e, precisamente, che il conto economico dell’azienda è in equilibrio e che il solo parametro sballato è l’enorme debito causato dall’allegra gestione e non certamente dall’eccessivo costo del lavoro rispetto alle risorse disponibili. Se così non fosse, non sarebbe stato mai possibile realizzare l’avanzo corrente. Questo grave scandalo però, appalesatosi a pochi giorni dalla decisione del tribunale di Reggio Calabria, merita una risposta forte da parte del Comune che, dal nostro punto di vista, non può che essere il licenziamento dell’intero management. Ricordiamo al sindaco Falcomatà – conclude- che la nostra richiesta d’incontro inoltrata nei giorni scorsi e di cui ancora non abbiamo avuto risposta, si dimostra , alla luce dei fatti, non solo necessaria ma anche urgente per capire come portare insieme fuori dal malgoverno e dalla crisi l’ATAM”.