Reggio: Confindustria e Bugnion spiegano come difendere l’agroalimentare

L’origine e la storia dei prodotti italiani al centro di un partecipato seminario ospitato nella sede degli Industriali reggini, alla presenza di tanti imprenditori calabresi del settore

1 (1)Allargare il proprio business, creando nuove opportunità occupazionali. Questo il tema di fondo del seminario organizzato da Confindustria e Bugnion S.p.A. nel Salone degli Industriali reggini. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di fornire indicazioni utili agli imprenditori del settore agroalimentare su come riconoscere, sfruttare e potenziare i beni immateriali delle proprie aziende. Per l’occasione la Bugnion S.p.A, società leader in Italia e in Europa nel settore della consulenza in proprietà industriale e intellettuale, ha anche inaugurato la propria sede reggina (in via Archia Poeta, 1).  “Accogliamo con soddisfazione il fatto che in un periodo di recessione come quello attuale – ha dichiarato il presedente della sezione Agroalimentare di Confindustria Reggio Calabria, Giuseppe Quattrone – una società leader come la Bugnion, decida di investire in un territorio come il nostro. La presenza di questa azienda sarà un’occasione utile per stimolare nuove opportunità di crescita e dare alle imprese quelle indicazioni necessarie per ampliare i propri confini di vendita”. “Pensare al marchio – ha poi affermato Renata Righetti, presidente Bugnion -  e alla creatività in un’ottica globale, rafforzando i propri beni immateriali, vuol dire esaltare e indentificare la qualità del prodotto.  La coerenza delle linee di sviluppo di determinate aziende,  può essere potenziata e così  arrivare in settori di mercato apparentamene lontani”. Durante i lavori si è inoltre analizzato il ruolo del brand, delle certificazioni e dei brevetti come strumenti di valorizzazione e tutela dei prodotti agroalimentari. “Il settore agroalimentare nel nostro Paese copre circa il 20% del Pil nazionale, pertanto rafforzare questo comparto è fondamentale – ha sottolineato  Laura Pellicanò, consulente marchi e legale Bugnion  –  nell’ottica di irrobustire il settore, il marchio riveste un ruolo fondamentale. E’ il marchio che collega i prodotti dell’impresa al consumatore, accrescendo al sua forz1 (2)a con l’accostamento, nello stesso prodotto, delle certificazioni Dop e Igp”. Il legale ha spiegato alla platea l’iter necessario par ricevere tale attestazione. La Calabria attualmente è al decimo posto per quantità di prodotti con questa certificazione che, naturalmente, contribuisce a incrementare le vendite. Maggiori opportunità di guadagno si hanno anche attraverso i brevetti.  Al riguardo, Emiliano Girometti, consulente brevetti Bugnion ha illustrato il cospicuo ventaglio a disposizione e l’importanza delle rivendicazioni in merito. “L’esclusività si può estendere – ha evidenziato – alla composizione di un prodotto, alla sua applicazione e al procedimento per ottenerlo. Non solo, forse non tutti sanno che anche il design può essere oggetto di brevetto”. Fondamentale è  anche l’etichettatura. Questo tema e soprattutto le novità del regolamento europeo in materia, sono state analizzate da  Elisabetta Guolo, ufficio legale Gruppo Tuo. L’avvocato ha spiegato ogni passaggio, dalla posizione nel prodotto, ai caratteri da utilizzare e, soprattutto, ha illustrato le sanzioni che si possono incontrare se non si rispettano tali regole. Francesco Scocozza di Coop Italia, invece, ha spiegato come il sistema della grande distribuzione seleziona un prodotto fino agli scaffali dei propri punti vendita. Infine, Anna Maria Tiozzo, presidente Whad, ha presentato i parametri strategici per posizionare un prodotto agroalimentare nei paesi arabi. “Quando si superano i confini europei, oltre alle regole di marketing tradizionali si deve tenere in conto un aspetto fondamentale: la normativa religiosa. Un terzo della popolazione mondiale è di fede mussulmana, se si vogliono vendere prodotti a questa fetta importante di potenziali utenti.  Fondamentale è la certificazione Halal, che attesta che il prodotto non ha violato nessun dettame religioso”.