Reggio Calabria, sedotta e abbandonata: ma qui di “don Vincenzo” non ce ne sono più

Reggio Calabria, sedotta e abbandonata dalla politica degli annunci e delle (false) promesse

Reggio-CalabriaSedotta e abbandonata, proprio come Stefania Sandrelli nel famoso film di Pietro Germi. Reggio Calabria, due anni e mezzo dopo le elezioni politiche che hanno eletto – tra gli altri – Marco Minniti e Demetrio Battaglia in parlamento, 8 mesi dopo l’elezione del Sindaco Falcomatà e della nuova amministrazione comunale, 7 mesi dopo la vittoria del centro/sinistra di Oliverio alla Regione Calabria (ma la Giunta non è ancora stata varata!), si trova mortificata dalle scelte di una classe politica che non riesce a risolvere i problemi impellenti della cittadinanza.

falcomatà e renziIl Peppino Califano di turno, in questo caso, è rappresentato da tutta quella classe dirigente locale e nazionale, dal premier Renzi più volte in visita in riva allo Stretto, fino all’arcigna Rosy Bindi che tanto ha sproloquiato sulla Calabria: ricordano tantissimo la famiglia Ascalone, impegnati più che altro a litigare tra loro senza riuscire così ad affrontare i problemi. Ma Reggio e la Calabria non sono un film, e di don Vincenzo pronti ad immolarsi sull’altare dell’onore non ce ne sono. Lo “schiaffo” del Decreto Enti Locali è soltanto l’ultimo indizio di un totale disinteresse nei confronti di questa terra, e dopo 4 giorni dal Consiglio dei Ministri l’unico esponente della politica reggina ad esprimersi nel merito è stato il senatore Caridi con una nota in cui stigmatizza il fatto che la città sia diventata “terreno di scontro del Pd“. Così Reggio muore ogni giorno, colpita e affondata da chi l’aveva sedotta e incantata.