Reggio: “la Calabria è isolata per colpa dell’arretratezza infrastrutturale”

Rotta: “la Calabria è una “terra lontana”. Da molti anni teniamo, per l’attività di studio e ricerca, contatti con diversi collaboratori stranieri, per la maggior parte tedeschi, francesi e sudamericani”

PinoRotta“La Calabria è una “terra lontana”. Da molti anni teniamo, per l’attività di studio e ricerca, contatti con diversi collaboratori stranieri, per la maggior parte tedeschi, francesi e sudamericani. Alcuni hanno avuto la fortuna di visitare la Calabria, altri la conoscono dai media. Chi è stato nella nostra Regione ha una reazione ormai classica: E’ una terra bellissima, con una natura splendida ma certo non incontaminata, ma soprattutto è una terra “lontana e costosa”. Lontana, potrebbe sembrare un termine relativo, per chi parte dal Brasile arrivare a Firenze o arrivare a Reggio Calabria, non dovrebbe fare una grande differenza. Ma qui è drammaticamente evidente un isolamento che per colpa dell’arretratezza infrastrutturale di strade, treni, aerei e navi, ha portato la Calabria a non essere più appetibile per l’economia basata sul turismo e meno che mai sulle attività di produzione primaria” afferma in una nota Pino Rotta, direttore di Helios Magazine Centro Studi Sociali. “Se a questo aggiungiamo una scarsa rete di infrastrutture telematiche ci rendiamo conto che la Calabria è una terra lontana non solo fisicamente ma anche culturalmente dal resto del mondo, in particolare occidentale. A leggere le statistiche o ad ascoltare i discorsi politici la ripresa è ormai iniziata. Sinceramente -prosegue- ogni volta che ascolto certe affermazioni non riesco a fare a meno di richiamare alla mente il “pollo di Trilussa” e se il discorso non fosse drammatico per le migliaia di persone che sono senza lavoro e che stentano a vivere alla giornata, ci sarebbe anche da ridere. La Calabria non può più permettersi i tatticismi politici che lasciano passare giorni e mesi senza avere nessuna azione di programmazione e di rilancio, in primo luogo nel campo delle infrastrutture di mobilità sia intraregionale che esterna. Non è concepibile che i costi e i tempi di spostamento di persone e merci sia in Calabria in rapporto di 1 a 4 rispetto al nord Italia. E qui -aggiunge- non si può più portare a pretesto il solo freno della ‘ndrangheta, ormai acclaratamente presente in tutto il paese ed all’estero. E’ del tutto evidente che siamo di fronte a ritardi della politica. Ritardi che rischiano di non essere più recuperabili. Le scelte politiche devono essere immediate e rispondenti alle aspettative di chi ha auspicato anche un cambio di passo rispetto al passato, cambio che però stenta a mostrarsi, al di là degli sporadici annunci – conclude- che non muovono però alcuna attività produttiva e rischiano sempre più di cadere nello scetticismo che è l’anticamera dell’antipolitica”.