Reggio: “Burrone non è pentito e non rispetta il ruolo al quale è stato chiamato”

Romeo: “dormiremo certamente più tranquilli adesso che il consigliere comunale della sinistra reggina, Filippo Burrone, dopo aver insultato tutto il popolo del centrodestra e aver inneggiato ai gulag e alle foibe…ha perdonato i suoi detrattori politici”

3 Burrone  fascisti“Dormiremo certamente più tranquilli adesso che il consigliere comunale della sinistra reggina, Filippo Burrone, dopo aver insultato tutto il popolo del centrodestra e aver inneggiato ai gulag e alle foibe…ha perdonato i suoi detrattori politici! Si, proprio così. Il consigliere comunale, a questo punto ormai prossimo alla beatificazione, invece di porgere le scuse per gli insulti gratuitamente elargiti, “perdona” i suoi oppositori” afferma in una nota Daniele Romeo di Reggio Futura. “E’ il sintomo, più che mai evidente, che questo soggetto non ha la minima idea di quanto commesso: non è pentito e soprattutto non rispetta il ruolo al quale è stato chiamato. Le ultime dichiarazioni, -prosegue-aggravano la posizione del sindaco Falcomatà che nei giorni scorsi ha scelto di schierarsi apertamente dalla parte di Burrone, esprimendo a lui solidarietà e vicinanza, dunque alimentando quello scontro sociale che lui stesso a parole (e forse nemmeno con quelle) diceva di voler “stoppare” per il bene della città. Falcomatà invece, che tenta di dispensare moralità e purezza in ogni terra ed in ogni luogo, ha scelto di difendere un proprio uomo dopo che questi ha offeso tanti suoi concittadini.  Mi sarei aspettato un atteggiamento differente, più consono al ruolo del sindaco: perché non dimentichiamoci che il sindaco di oggi, è lo stesso soggetto che meno di quattro anni fa nel suo ruolo di capogruppo del pd a Palazzo San Giorgio chiedeva a gran forza le dimissioni di esponenti del centrodestra reggino, scivolati su una leggerezza. Si cambia nella vita, specie quando ad essere al centro della baraonda politica sei tu e non i tuoi avversari. La doppia morale della sinistra è ormai (arci)nota. È inutile -aggiunge- stare qui a raccontarselo: duri con chi è contro di loro, benevoli con i compagni di merende. Mafia Capitale ne è l’esempio: il segretario del Pd Renzi lo ha detto chiaramente, il comune di Roma non verrà sciolto perché la decisione è politica.  Al diavolo lo stato di diritto dunque. E al diavolo pure i cittadini di Reggio, città sciolta per volere politico su spinta forte, anzi determinante del Partito Democratico, che con un golpe vero e proprio ha ribaltato il verdetto delle urne. Otto mesi sono passati dalle elezioni novembrine, da un ritorno di una democrazia incerottata nella nostra città. Otto mesi in cui, fatto salvo il registro delle Unioni civili, l’amministrazione non ha lasciato traccia nei suoi cittadini. Ad eccezione di un uomo, diventato ormai noto su scala nazionale: tale Filippo Burrone, che ha scelto di insultare e screditare trovando al suo fianco il sindaco Falcomatà in prima linea a difenderlo e sostenerlo. D’altronde – conclude- come sosteneva Hegel “l’uomo non è altro che la serie delle sue azioni”, capito Sindaco?”