Reggina, ecco perché i debiti non fanno paura: questa società continua ad essere una miniera, il futuro è roseo

Reggina, grande ottimismo per il futuro del club dopo l’eroica impresa del derby playout: giugno decisivo per la nuova società

messina reggina 0-1 30 maggio (4)La Reggina continua ad essere una miniera d’oro, e i debiti già concordati dalla società con il Tribunale non spaventano nuovi investitori: sarà un mese di giugno entusiasmante per i tifosi amaranto, che sull’onda lunga dell’impresa del 30 maggio al San Filippo, vedranno alternarsi una nuova proprietà alla guida del club, come già annunciato da ormai oltre un mese, mettendo la parola “fine” all’era più trionfale e straordinaria di tutta la propria storia ultracentenaria, l’era di Lillo Foti durata 29 anni dal 1986, appunto, fino ad oggi.

Nick Scali Lillo FotiI dettagli sulla nuova società li scopriremo giorno dopo giorno, a partire dalla prossima settimana, dopo il nuovo incontro “de visu” tra Foti e Nick Scali. Tutto si sarebbe potuto già concludere a maggio, ma gli intoppi di cui abbiamo già parlato hanno rallentato un’operazione che comunque non è affatto compromessa e che dovrebbe andare in porto nelle prossime settimane a meno di clamorose novità. I debiti della società, certificati dal Tribunale e rateizzati in 500 mila euro l’anno per 15 anni, non preoccupano i nuovi acquirenti o investitori. Per un marchio importante come quello della Reggina, si tratta di una cifra irrisoria, stiamo parlando di circa 40 mila euro al mese, una goccia nell’oceano di un bilancio di un club ambizioso che anche con un semplice campionato di vertice in Lega Pro, riuscirebbe ad ottenere la cifra utile per ripagare completamente questo tanto discusso debito dai soli incassi delle partite. Oggi questo debito rappresenta un problema solo perchè va a sommarsi agli altri impegni da assolvere per una società che negli ultimi due anni ha fatto fatica a stare in piedi, ma la rinnovata iniezione di liquidità (già quantificata con precisione dall’aumento di capitale dei mesi scorsi) consentirebbe di dormire sonni più che tranquilli.

messina reggina 0-1 30 maggio (39)Intanto la Reggina continua a confermarsi quella vera e propria miniera che è sempre stata, almeno durante la gestione oculata degli ultimi decenni e nonostante la crisi del calciomercato, le entrate più consistenti arrivano di anno in anno dalle plusvalenze ottenute dalla valorizzazione e dalla formazione di giovani talenti. Insomma, tutto ruota intorno all’eccellenza del Centro Sportivo Sant’Agata, la cui gestione arriva a costare fino a 300.000 l’anno ma produce un risultato – nella peggiore delle ipotesi – dieci volte più elevato. Se la Reggina è ancora viva, riesce a regalare emozioni così intense ai propri tifosi come l’impresa del derby, e se negli ultimi decenni ha vissuto sulla cresta dell’onda, lo deve al Sant’Agata e alla continua nascita di grandi talenti che dal centro sportivo amaranto hanno dato grande lustro a tutto il calcio italiano, non solo in Italia ma anche in Europa e nel Mondo.

messina reggina 0-1 30 maggio (29)Da Belardi e Cirillo, “nati” calcisticamente proprio al Sant’Agata oltre 20 anni fa, l’anno scorso sono stati i due gioiellini Bochniewicz e Coppolaro, acquistati dall’Udinese, a spiccare il volo verso il calcio che conta. E quest’anno, in Lega Pro, sono stati tantissimi i giovani talenti del Sant’Agata che nonostante una stagione fatta di luci e ombre, si sono messi in evidenza agli occhi degli osservatori di alcune “big” di B e addirittura di A. Adesso la Reggina si appresta a sedersi ai tavoli della prossima sessione di calciomercato, con tante richieste. I più ambiti sono il giovanissimo Gjuci, 17 anni appena compiuti, 10 presenze in stagione e addirittura un gol decisivo quando di anni ne aveva ancora 16, il centrocampista Salandria, 23 presenze quasi sempre da migliore in campo per lui che di anni ne ha soltanto 20, e Di Lorenzo. Ma anche i vari Viola, Dall’Oglio e Maita hanno richieste dalla B mentre su Condemi, Ammirati e Scionti hanno messo gli occhi alcune “big” della A. Ovviamente non partiranno tutti: come sempre la Reggina non è intenzionata (e non ne ha bisogno) a svendere i propri gioielli. Ma in base alle offerte che arriveranno, si valuterà quali mosse potranno garantire quelle entrate che di anno in anno regalano alla Reggina prospettive importanti.

Complessivamente, sono 16 i giovani nati nel vivaio amaranto tra i protagonisti della stagione, molti giovanissimi arrivati in modo precoce nell’orbita della prima squadra e addirittura scesi in campo (a testa alta) in partite importanti e delicate:

  • Viola, 24 anni, 35 presenze, 8 gol e 2 assist
  • Kovacsik, 24 anni, 28 presenze
  • Dall’Oglio, 23 anni, 15 presenze e un gol
  • Maita, 22 anni, 8 presenze
  • Di Lorenzo, 21 anni, 38 presenze e un assist
  • Maimone, 21 anni, 25 presenze, 3 gol e 2 assist
  • Louzada, 21 anni, 24 presenze e 2 gol
  • Salandria, 20 anni, 23 presenze
  • Condemi, 19 anni, 6 presenze
  • Ammirati, 18 anni, 7 presenze
  • Mazzone, 18 anni, 7 presenze
  • Lancia, 18 anni, 2 presenze
  • Scionti, 18 anni, 1 presenza
  • Gjuci, 17 anni, 10 presenze e 1 gol
  • Cataldi, 17 anni, 1 presenza
  • Lorefice, 16 anni, 1 presenza

allievi reggina chiancianoTutto questo, mentre gli Allievi Nazionali hanno centrato un’altra impresa, eliminando la corazzata Pistoiese e accedendo alle final eight di Chianciano, dove i giovanissimi amaranto saranno impegnati tra i migliori 8 club italiani. Il futuro amaranto è roseo perché la miniera del Sant’Agata continua a sfornare talenti a prescindere dalla categoria e dai risultati sportivi della prima squadra. Ecco perché quel debito non può fare paura: è soltanto una faccia di un club che a fronte del “mutuo”, come lo chiama Foti, concordato con il Tribunale, ha anche un patrimonio di grande spessore non solo dal punto di vista sportivo, umano e sociale, ma anche sotto l’aspetto più strettamente economico ed imprenditoriale. Ed è questo il motivo che rende oggi la Reggina estremamente appetibile sul mercato. A maggior ragione con la prospettiva di realizzare un nuovo stadio di proprietà, la nuova frontiera del calcio rispetto a cui la Reggina vuole farsi trovare all’avanguardia, proprio com’è accaduto 20 anni fa per il centro sportivo.