Reggina, sul Granillo dal Comune un tackle inspiegabile. Cosa c’è sotto?

Reggina, il gesto del Comune sullo stadio Granillo nasconde qualcosa di più grosso? Per le casse di Palazzo San Giorgio portare avanti questa strada sarebbe una follia suicida…

Reggina stadio

La mancata concessione della licenza d’uso dello stadio Granillo alla Reggina da parte del Comune rappresenta un tackle inspiegabile da parte di Palazzo San Giorgio nei confronti del club amaranto: è vero, la Reggina è in ritardo nei pagamenti del canone di affitto fissato dalla concessione ventennale firmata nel 2007 nella quota di 24.000 euro l’anno, con un arretrato di circa 140 mila euro nei confronti del Comune, pochi spiccioli rispetto a quanto il club ha speso per il Granillo negli ultimi 8 anni, da quando ha avuto la gestione dell’impianto. Parliamo di circa 10 milioni di euro per i lavori di ammodernamento, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria. Esattamente 500.000 euro l’anno per la gestione e la manutenzione più diversi altri milioni di euro per i vari lavori che hanno interessato soprattutto la Tribuna Ovest, con le pedane per consentire ai disabili di osservare il match, il palco sotto la Tribuna Vip, l’installazione ci alcuni schermi televisivi, la realizzazione di un’area “ospitalità” che oggi rappresenta il fiore all’occhiello della struttura. Soldi tutti risparmiati per il le casse comunali.

stadio granilloI lavori previsti dalla concessione del 2007 sono stati realizzati parzialmente perché intanto, rispetto a quel momento, il club è retrocesso due volte, ha subito la crisi economica e di conseguenza ha ridimensionato tutte le proprie attività. Dopotutto ha sempre mantenuto per l’impianto di via Galilei standard più che dignitosi, e l’ha fatto a proprie spese, liberando il Comune da quello che per lunghi decenni aveva rappresentato uno dei fardelli più pesanti per le casse di Palazzo San Giorgio. Se tutto dovesse tornare nelle mani del Comune, in una città in ginocchio e con mille problemi, si potranno spendere 500.000 euro l’anno di soldi pubblici per garantire la manutenzione dello stadio? Oppure la struttura verserà nel degrado e nell’abbandono più totale? Oppure ancora, addirittura, il Comune intende ulteriormente aumentare le accise per trovare i soldi per la gestione dello stadio? Dal punto di vista prettamente economico, per il Comune è una follia suicida.

reggina festa derby 30 maggio (22)Dal punto di vista sportivo, è un tackle estremamente violento ed irriconoscente nei confronti della Reggina, la principale espressione sportiva della città, che fino a poche settimane fa ha regalato soddisfazioni straordinarie alla tifoseria. Non c’è bisogno di scomodare gli anni della serie A, basti pensare alla passerella del 30 maggio sul Lungomare con il Sindaco Falcomatà sul bus cabrio a fare festa con la squadra. E adesso viene negato addirittura l’utilizzo dello stadio? A che pro? Assodato che al Comune, a conti fatti, non conviene assolutamente, diventa legittimo immaginare che sotto ci sia qualcosa di strano. Dentro Palazzo San Giorgio, forse, c’è qualcuno che rema contro e che si augura il fallimento del club? Per favorire chi?

regginaLa Reggina, che ha scritto fino a poche settimane fa alcune tra le pagine più belle della storia di Reggio Calabria e dell’identità reggina regalando entusiasmo popolare, viene calpestata da chi – all’interno della stessa città – evidentemente rema contro quello che è un bene pubblico, probabilmente per interessi personali. Ma di che interessi si tratta? Quale interesse più nobile può esserci rispetto a quello di preservare i 250 bambini che si formano e crescono all’insegna dei grandi valori dello sport al Centro Sportivo Sant’Agata, che da oltre 20 anni si fa carico di un grande ruolo sociale in una città sempre più allo sbando?

nick scali Reggina (2)La Reggina è un grande patrimonio della città. Il Presidente Foti è in fase di disimpegno, sta cercando un sostituto da tempo, vedi la trattativa con Nick Scali che, come annunciato ieri dall’imprenditore italo-australiano, si è conclusa in modo negativo. Eppure Foti aveva messo il club nelle mani di Scali in modo completamente gratuito, senza chiedere un centesimo. Di fatto, regalava la società dopo averla guidata per 29 anni. Una società che ha dei problemi e delle difficoltà, ma anche un grande patrimonio che le consente di avere prospettive importanti. Con Scali è andata male (almeno per ora) a causa di altre motivazioni, e adesso se c’è qualche altro soggetto interessato dovrebbe farsi avanti e parlare chiaro, alla proprietà e alla città.

messina reggina 0-1 30 maggio (3)Intanto nei giorni decisivi per l’iscrizione al prossimo campionato, Reggio incassa l’ennesimo duro colpo: una comunità che ha ormai perso quel senso di appartenenza comune e che si vede dilaniata al proprio interno tra guelfi e ghibellini, contrasti che hanno causato il decadimento degli ultimi anni e che non lasciano immaginare nulla di buono per il futuro. ”Se sarete uniti, sarete forti e se sarete forti, sarete liberi” diceva Alcide de Gasperi. Reggio ormai da anni non è unita, di conseguenza è debole e schiava. Adesso anche l’ultimo baluardo d’identità, l’ultimo baluardo di unione e di aggregazione, come la Reggina riesce ad essere anche in un momento del genere (vedi il 30 maggio recentissimo, appunto) rischia rimanere vittima di un sistema che, evidentemente, non la merita.