Reggina, ci siamo: giorni decisivi tra il grande sogno e il grande incubo

Inizia oggi una settimana decisiva per il futuro della Reggina: non ci sono vie di mezzo, o il grande sogno marchiato Australia o l’incubo del fallimento

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Sono giorni decisivi per il futuro della Reggina: i tecnici del club sono al lavoro per tutte le pratiche relative all’iscrizione (scadenza tra 8 giorni, martedì prossimo, il 30 giugno) e quindi alla risoluzione delle scadenze economiche propedeutiche all’iscrizione. Il Presidente Lillo Foti fortunatamente sta meglio ma è ancora in Ospedale, nell’attesa di essere dimesso. I prossimi passaggi rimangono legati alla trattativa con Nick Scali, con cui continuano in città gli incontri portati avanti dai soggetti che hanno affiancato e sostenuto Foti sin dall’inizio di quest’operazione.

Se nasce la Reggina degli “australiani”…

reggina australiani (2)Se le cose andranno in modo positivo, come tutti i tifosi della Reggina si augurano, la riunione del Consiglio di Amministrazione del club convocata proprio per l’ultimo giorno del mese eleggerà le nuove cariche del club, annunciando ufficialmente il passaggio di proprietà da Lillo Foti a Nick Scali. In questo caso per la Reggina si spalancherebbero le porte del grande sogno marchiato Australia: il club sarà retto da tre manager indicati dalla nuova proprietà (un Direttore Generale, un Direttore Amministrativo e un Direttore Tecnico), figure giovani e lucide che avranno il compito di esaltare l’attuale patrimonio della Reggina rendendolo un marchio di successo internazionale. Nick Scali non sarà il Presidente, ma da proprietario del club ne seguirà le sorti molto da vicino. Foti rimarrà nella società come azionista di minoranza e probabilmente sarà anche un attento consigliere tecnico, mettendo a disposizione della nuova proprietà la sua esperienza di lunga data nel calcio italiano. Dal punto di vista prettamente sportivo, qualora fosse questo lo scenario futuro, dal 1° luglio si lavorerebbe prima di tutto al ripescaggio in serie B, dove sono addirittura tre le squadre che rischiano di non iscriversi. Contestualmente si inizierà a lavorare anche all’organico della prossima stagione, prima di tutto l’allenatore e poi i calciatori, discorsi tutti oggi assolutamente prematuri così come quelli relativi alla realizzazione del nuovo stadio nel terreno già di proprietà della Reggina, nella periferia nord della città tra Gallico e Catona.

Se Nick Scali dice “no” ci sarà il fallimento e addirittura il rischio di sparire

reggina australiani (3)Se invece le cose andranno male, cioè la trattativa si concluderà in modo negativo, la Reggina non riuscirà ad iscriversi al prossimo campionato di Lega Pro e la società sarà destinata ad un fallimento a quel punto inevitabile. Dal 1° luglio ci sarebbero 15 giorni di tempo affinché in città nasca un nuovo gruppo imprenditoriale che rilevi un titolo sportivo e possa ripartire da zero con una nuova Reggina in serie D, una società priva di particolari disponibilità economiche ma soprattutto priva del Centro Sportivo Sant’Agata, di tutti i tesserati che oggi rappresentano il più grande valore in prospettiva del club amaranto, priva anche della concessione per l’utilizzo dello stadio Granillo. Se entro il 15 luglio non dovesse nascere neanche questo, Reggio Calabria rimarrà orfana della propria squadra di calcio: per la prima volta dopo 78 anni, il nome “Reggina” non comparirà in alcun campionato. Nell’ultracentenaria storia del club amaranto nato nel 1914 è successo soltanto in tre stagioni: nel 1927/1928 e poi per due stagioni consecutive, 1935/1936 e 1937/1937. Un’ipotesi da incubo che dopotutto non è difficile da immaginare per un territorio asfittico come quello reggino, basti pensare alla Viola Basket che dopo il fallimento del 2007 è completamente sparita dal panorama sportivo per due stagioni, senza partecipare a due campionati consecutivi nella stagione 2007/2008 e in quella successiva, 2008/2009, per poi ripartire dalla Serie B Dilettanti acquistando il titolo sportivo del Basket Gragnano a luglio 2009.

Nick Scali Lillo FotiOltre all’aspetto prettamente sportivo legato al destino della squadra di calcio, ci sono anche storie umane di uomini e di ragazzi che hanno speso una vita intera nella Reggina o che grazie alla Reggina oggi sognano di diventare campioni. C’è la storia di Lillo Foti che dopo 29 anni straordinari, di successi senza precedenti a queste latitudini, ha deciso di passare il testimone e a prescindere da come vada, quella del 30 maggio a Messina rimarrà la sua ultima partita da Presidente. C’è la storia di Nick Scali che ad 82 anni s’è appassionato dell’idea di tornare ad investire nella sua terra d’origine dopo una vita di grandi successi costruiti lontano da casa, ma ad oggi non è ancora convinto al 100% di quest’investimento per come il territorio ha reagito alle prime indiscrezioni sulla trattativa. La speranza è che questo scoglio si possa superare nelle prossime ore.

regginaC’è la storia di quei ragazzi del vivaio che fino all’altro giorno nella Finale degli Allievi a Montepulciano hanno rappresentato l’orgoglio della città, insieme ai tecnici e ai formatori del Sant’Agata, il volto più sconosciuto ma certamente più importante per la Reggina che da anni svolge un ruolo sociale di straordinaria importanza in un territorio povero e degradato. Anche queste sono storie che vivono giorni decisivi, tutti appesi al filo della trattativa iniziata a fine 2014 e adesso giunta ai titoli di coda. Ma tra un “si” e un “no” passa il futuro della Reggina e di Reggio Calabria, che non aveva mai avuto una così grande occasione e che potrebbe beneficiare in modo straordinario dall’indotto di un simile investimento. In caso contrario sarà l’ennesimo colpo mortale ad una città già da tempo in ginocchio, che si vedrà privata anche di uno dei suoi simboli più importanti, quella Reggina che le ha regalato alcune tra le pagine più belle ed entusiasmanti di tutta la sua storia.