Pubblicato il decreto legge sugli enti locali: “soluzione illogica la polverizzazione del personale di polizia provinciale”

Il decreto-legge n. 78 “Misure urgenti in materia di enti territoriali” , pubblicato stasera 19 giugno in Gazzetta Ufficiale, prevede, nell’articolo 5  soluzioni illogiche e presumibilmente incostituzionali

 
Polizia ProvincialeIl decreto-legge n. 78 “Misure urgenti in materia di enti territoriali” , pubblicato stasera 19 giugno in Gazzetta Ufficiale,prevede, nell’articolo 5 -scrive in una nota l’Associazione Italiana Agenti e Ufficiali di Polizia Provinciale – soluzioni illogiche e presumibilmente incostituzionali, laddove impone un transito del personale di polizia provinciale nei ruoli delle polizie municipali con eventuali vuoti di organico, coi rigidi paletti del patto di stabilità interno e di altri vincoli di bilancio per i comuni.  La norma – prosegue- appare incostituzionale perché la materia polizie locali è affidata alle Regioni, ai sensi dell’art. 117,comma secondo-lettera h) della Costituzione stessa; la scelta tecnico-politica inoltre è illogica perchè gli operatori delle polizie provinciali italiane svolgono in aree prevalentemente extra-urbane e rurali molteplici attività di polizia giudiziaria, in particolare per il rispetto di una vasta normativa nel campo della tutela ambientale (lotta al bracconaggio, controllo del ciclo e del traffico di rifiuti, uso delle acque e del suolo, inquinamenti, edilizia, cave, ecc.), oltre alla vigilanza sui 120.000 chilometri di rete viaria provinciale. Occorre pertanto tenere conto delle specificità di ruolo e garantire eventuali passaggi di personale secondo lsensati criteri di omogeneità dei ruoli. I due mestieri, rispettivamente quello dell’agente di polizia provinciale e del vigile urbano, hanno fra loro pochissimi punti di contatto. Per l’Associazione Italiana Agenti e Ufficiali di Polizia Provinciale (AIPP) “si tratta di uno scempio professionale, che oltretutto contraddice lo spirito e il dettato della legge Delrio 56/2014, secondo cui al trasferimento di funzioni doveva accompagnarsi il relativo passaggio di personale, mentre in questo caso l’eventuale ente ricevente non si occuperebbe di controlli in campo ambientale e faunistico-venatorio. Il Parlamento, in sede di conversione, corregga questa stortura preservando in modo unitario funzioni e professionalità oggi ancora più indispensabili, anche a seguito dell’approvazione della recente legge 68/2015 in materia di punibilità delle nuove fattispecie di ecoreati”.