Palizzi (Rc), l’opposizione denuncia: “l’utilizzo strumentale delle risorse finanziarie del Comune”

palizzi“In merito alla delibera di giunta n. 36 del 5 giugno 2015 (che recita testualmente in narrativa: “PREMESSO che, da tempo, attraverso la diffusione di notizie su social net-work, volantini e stampa sono pubblicate circostanze e fatti oggetto di arbitrarie manipolazioni interpretative, al fine di mettere in cattiva luce l ‘Amministrazione Comunale ed il suo operato. DATO ATTO che il tono narrativo sull’operato dell’Amministrazione Comunale, oltre che travalicare i limiti della civile ed accettabile esposizione, dà corpo a contenuti diffamatori e calunniosi. CONSIDERATO, pertanto, il Comune di Palizzi, a tutela della propria immagine e decoro di Istituzione, intende proporre denuncia/querela per diffamazione e/o calunnia, o altro reato che dovesse ravvisarsi, dando mandato ad apposito Legale.”), che è stata riportata nell’articolo apparso sulla Gazzetta del Sud del 17.06.2015, dal titolo: «Giunta anti social: “Diffamati, ora quereliamo”», i Consiglieri di Minoranza del Comune di Palizzi -scrivono in una nota- segnaliamo quanto segue:
1) Non possono essere utilizzate risorse pubbliche a fini privati. Vale a dire non possono essere nominati avvocati per la difesa relativa a vicende che riguardano le persone degli amministratori, nei cui esclusivi confronti sono rivolte critiche dei cittadini e degli esponenti politici. L’utilizzazione arbitraria appropriativa e/o e distrattiva delle risorse pubbliche può integrare il reato di cui all’art. 314 c.p. (peculato) ed in ogni caso costituisce danno erariale perseguibile dalla Corte dei Conti. Le osservazioni critiche dell’opposizione politica riguardano specifiche condotte degli amministratori, i quali, se si ritengono diffamati o calunniati, devono difendersi personalmente ed a proprie spese;
2) La delibera n. 36 del 5.6.2015 conferisce un incarico legale del tutto generico per un importo superiore ai 2.000 euro, che non indica i fatti penalmente rilevanti, gli eventuali responsabili, né l’esistenza di un presunto coinvolgimento, come parte offesa, dell’Ente comunale, in quanto tale. L’Ente ed i suoi amministratori sono due centri di interesse distinti ed autonomi che non si possono mescolare e/o confondere;
3) La delibera in questione, che non ha i caratteri propri né dell’atto di indirizzo né dell’atto di gestione, oltre ad essere assistita dai pareri tecnici, di soggetti componenti l’organo deliberante, rappresenta sostanzialmente un atto intimidatorio inteso a limitare la libertà di critica, minacciando addirittura future querele, con l’utilizzo di fondi pubblici, nei confronti di chiunque osi esprimere dissenso politico in rapporto all’attività amministrativa e alla gestione della cosa pubblica;
4) Tale delibera non costituisce un caso isolato, ma riproduce lo stesso vizio della delibera G.C. n. 25 del 27 aprile 2015, con la quale gli amministratori comunali conferivano agli stessi legali incarico di promuovere iniziativa giudiziaria contro il direttore del giornale “Il Quotidiano del Sud” e dell’articolista, sempre a tutela dell’immagine del Comune, quando invece la notizia di cronaca giudiziaria riguardava e riguarda la persona della consorte del Sindaco e per fatti anteriori all’insediamento dell’attuale amministrazione. Altri 2.000 euro e più di spesa a carico del bilancio comunale.
Il Gruppo Consiliare di Minoranza della Lista “E’ Tempo” – conclude- nell’attesa di essere convocato da S.E. il Prefetto, sottolinea, ancora una volta, l’utilizzo strumentale delle risorse finanziarie del Comune che, al contrario, dovrebbero servire a dare risposte, anche limitate, ai problemi di questa piccola comunità”.