Palermo, operazione “Reset”: sequestro per 8 milioni a esponente di spicco della cosca di Bagheria

Il sequestro ha interessato anche una cospicua quota di partecipazione ad una società calcistica locale

carabinieri005Beni per 8 milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri di Palermo, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di prevenzione su richiesta della Procura.
Il provvedimento ha riguardato Francesco Raspanti, 47enne coinvolto nell’ambito dell’operazione “Reset”.
La complessa attività investigativa, svolta attraverso minuziosi accertamenti patrimoniali sui beni sospettati di essere nella effettiva disponibilità dell’uomo ha consentito di individuare un ingente patrimonio accumulato illecitamente in diversi anni di malaffare.
Il sequestro ha interessato anche una cospicua quota di partecipazione ad una società calcistica locale.
Raspanti è considerato esponente di spicco della cosca di Bagheria, “specializzata” nell’imposizione del pizzo alle attività commerciali. Nel corso dell’operazione antimafia Francesco Raspanti era stato arrestato con l’accusa di estorsione aggravata. Secondo l’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Dino Petralia sarebbe emerso che insieme al fratello, Raspanti imponeva alle aziende aggiudicatarie degli appalti pubblici a Palermo (lavori del passante ferroviario) e Bagheria (lavori per la realizzazione di una Chiesa e di un parcheggio pubblico), di rifornirsi di materiale edile nelle loro aziende.