‘Ndrangheta: la potente cosca dei Mammoliti, tra faide e morti ammazzati

I Mammoliti sono una ‘ndrina di Oppido Mamertina e Castellace alleata dei Rugolo, alle quali fanno capo i Nava, i Cosoleto, i Luppino e i Romeo. Operano nel narcotraffico e nella gestione di attività agricole, compiono estorsioni e hanno praticato anche il sequestro di persona

'ndranghetaI Mammoliti sono una ‘ndrina di Oppido Mamertina e Castellace alleata dei Rugolo, alle quali fanno capo i Nava, i Cosoleto, i Luppino e i Romeo. Operano nel narcotraffico e nella gestione di attività agricole, compiono estorsioni e hanno praticato anche il sequestro di persona. Negli anni Cinquanta scoppia una faida con i Barbaro di Castellace. Nell’ottobre 1954 Domenico Barbaro uccide Francesco Mammoliti, allora capobastone. Gli succede il figlio Vincenzo Mammoliti fino alla sua morte nel 1988, il nuovo capo diventa Saverio Mammoliti. Il 7 novembre 1954 i Mammoliti per vendetta uccidono Francesco Barbaro e altri loro affiliati. Autore dell’omicidio sarebbe Francesco Mammoliti, figlio di Vincenzo.  Il 19 gennaio 1955, Giovanni Barbaro, fratello di Francesco viene ucciso con 31 colpi di arma da fuoco.  La faida continuò fino all’omicidio di Domenico Barbaro avvenuto a Perugia nel 1978. La faida fu vinta dai Mammoliti ed i Barbaro furono costretti a trasferirsi al vicino comune di Platì. Dal 1988 il nuovo capo è Saverio Mammoliti. Dopo la seconda guerra di ‘Ndrangheta negli anni novanta fanno parte della commissione provinciale. Il 10 luglio 1991 viene ucciso a Reggio il Barone Antonio Cordopatri, l’accusa cade sulla ‘ndrina Mammoliti in quanto questi volevano ottenere i terreni della famiglia Cordopatri a costo irrisorio. Nel 1992 scoppia la cosiddetta faida di Oppido tra i Ferraro-Raccosta e i Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo che provocherà 22 morti. L’ultima strage avviene l’8 maggio 1998 con l’uccisione di 5 persone. Nell’agosto 1997 Domenico Polimeni, affiliato di spicco dei Mazzagatti, uccide Antonio Gugliotta, Antonio Gangemi e Angela Bonarrigo e per questo viene condannato all’ergastolo. Nel 1998 avviene la strage di Oppido in cui vengono uccisi Giovanni Polimeni, figlio del latitante arrestato ed il nipote Vittorio Rustico, la nipote di 8 anni, e ferendo gravemente la moglie e il figlio di sette che si trovavano in auto di fronte alla macelleria Polimeni. Da questo fatto e dopo ben 30 morti, scaturì una tregua che durerà fino al 2011. Nel 2013 con l”‘operazione Erinni” vengono arrestati 20 persone per il coinvolgimento in nuovi episodi della faida tra i Ferraro-Raccosta e Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo e sequestrati beni del valore di 70 milioni di euro. Francesco Raccosta il 3 marzo 2012 uccide il boss Domenico Bonarrigo e per vendetta il suo clan uccide Francesco Raccosta a sprangate e viene dato in pasto ai maiali, da come si evince dalle intercettazioni. Inoltre il boss dei Ferraro Giuseppe per non essere ucciso anch’egli ha dovuto consegnare tutti coloro che avevano partecipato all’omicidio del boss. Vengono ammazzati anche il cognato Carmine Putrino, Vincenzo Ferraro e Vincenzo Raccosta uccisi a colpi di pistola.