‘Ndrangheta: la carriera criminale di Antonio Imerti detto “Nano feroce”

Antonio Imerti, detto Nano feroce, è stato il capo dell’omonima cosca della ‘Ndrangheta che controlla la zona di Fiumara di Muro, paese vicino Reggio. Arrestato il 23 marzo 1993

'ndranghetaAntonio Imerti, nato a Villa San Giovanni il 22 agosto 1946, detto Nano feroce, è stato il capo dell’omonima cosca della ‘ndrangheta che controlla la zona di Fiumara di Muro, paese vicino Reggio. La sua carriera nella malavita inizia con un matrimonio: nel 1983 si sposa con Giuseppina Condello sancendo così un’alleanza con i Condello, ai tempi affiliati ai De Stefano. Temendo di perdere potere la potente ‘ndrina dei De Stefano l’11 ottobre 1985 tentarono l’omicidio di Antonio Imerti con una bomba non riuscendo ad ucciderlo. Solo due giorni dopo, invece andò a segno l’omicidio Paolo De Stefano, capo della ‘ndrangheta di Reggio. Scoppia la seconda guerra tra le ‘ndrine reggine che vede contrapposti i Condello-Imerti ed i De Stefano-Tegano. In sei anni di guerra il sangue sarà a fiumi: ci saranno oltre 600 morti. Il 7 luglio 1986 il boss Imerti scampò ad un altro agguato e da allora si diede alla latitanza. Fu arrestato a Reggio il 23 marzo 1993 insieme al cognato Pasquale Condello.  Il 27 marzo 2012 il Ministero della Giustizia su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio dispone il carcere duro per il Boss. Imerti è ancora in galera.