“Mio padre ucciso dalla ‘ndrangheta e oggi la politica reggina travisa persino la Costituzione”

comune-reggio-calabria-palazzo-san-giorgio“Caro Direttore
Ho assistito ad una bellissima replica in televisione dell’incredibile Benigni che commentava la Costituzione Italiana (ormai sono vecchio, mi hanno insegnato a scriverla in maiuscolo) ed, in particolare il concetto basilare che la Repubblica è fondata sul lavoro. Gli ultimi avvenimenti della politica reggina ai quali ho letto e assistito, mi sembra, siano il frutto di una errata interpretazione della Costituzione in quanto i nostri rappresentanti confonodono il lavoro con il reggino ”posto” anzi “postu”. E’ da questo spirito che era animato il rappresentante del centrodestra che ad una platea di studenti pronti a discutere delle tematiche della città metropolitana (vera opportunità per la vita futura dei nostri giovani) tediava l’uditorio lamentandosi sulla prestazione a titolo gratuito di futuro membro del consiglio della città metropolitana (u postu deve essere retribuito). Per non essere da meno gli alter ego del centrosinistra creavano un posto alla regione, sembra, ad un esperto di pistole , davano un posto di sindaco ad un uno che il lavoro ce l’aveva già (revisore dei conti) e creavano un posto di consulente nella nostra amata e decotta azienda dei trasporti. Se tanta immaginazione l’avessero applicata nel creare lavoro invece che posti saremmo al pari delle tigri asiatiche. Purtroppo il tono ironico nasconde la mia profonda amarezza, soprattutto in considerazione del fatto che mio padre per creare lavoro facendo impresa è stato ucciso dalla ndrangheta venticinque anni fa”.

Francesco Saraceno