Messina, Mantineo fa la “grazia”: in arrivo lo stipendio di marzo per chi assiste gli anziani

Aprile, maggio e giugno restano miraggi. La Cgil sfila in Prefettura

nino mantineoAttendono da marzo gli stipendi per le prestazioni svolte: sono gli operatori del servizio di assistenza domiciliare agli anziani, ormai stufi della noncuranza manifestata dall’assessore Nino Mantineo. La loro retribuzione, accusa la Cgil, sta diventando la storia di una via Crucis. Per questa ragione stamane, in Prefettura, la segretaria di categoria, Clara Crocè, è stata ricevuta dal vice-Prefetto aggiunto.

L’assessore - ha spiegato la Crocé – si è limitato a giustificare la sua assenza con una laconica nota in cui ha annunciato il pagamento dello stipendio di marzo, quasi fosse una grazia. Mantineo ha dimenticato di guardare il calendario: siamo al mese di giugno e l’unico accredito corrisposto, in evidente arretrato, è quello di tre mesi fa. Se questa è la media, per giugno bisognerà aspettare Babbo Natale”.

Grande il disappunto espresso in sede prefettizia dal sindacato rispetto al comportamento adottato dal rappresentante di Giunta, “il quale, evidentemente, ancora non ha ben compreso il disagio che i lavoratori sono costretti a vivere per via dei non pagamenti”. E dire che fino ad oggi i dipendenti hanno fatto il possibile per non arrecare ulteriore danno all’utenza, sobbarcandosi, essi stessi, nonostante la mancanza di entrate, le spese per recarsi sul luogo di lavoro, a volte pari anche a 200 euro mensili. “Palazzo Zanca pretende che il servizio non venga interrotto, ma non fa nulla per verificare l’inadempienza, o meno, delle cooperative, rispetto al capitolato speciale d’appalto. Abbiamo infatti denunciato – prosegue l’esponente della FP CGIL – il non pagamento di scatti di anzianità, di detrazioni, assegni famigliari e quant’altro, senza nessuna risposta da parte del Comune.  Non ci rimane che agire per le vie legali. Il Comune non può pretendere dai lavoratori le prestazione, se questi ultimi non percepiscono gli stipendi. Le cooperative inadempienti con gli obblighi contrattuali e con le retribuzione devono essere sanzionate, anche con la rescissione dell’appalto”.