Messina, Grasso celebra la vocazione europea della città: “la Sicilia resti terra di confronto” [FOTO]

Il presidente del Senato a Palazzo Zanca ha parlato di un’Europa “protagonista e solidale”

conferenza di messina pietro grasso (8)E venne il giorno della fine delle celebrazioni: i 60 anni dalla Conferenza di Messina sono serviti più come pretesto per le beghe interne che non per la valorizzazione, lo scatto d’orgoglio oseremmo dire, di un’intera comunità. Qui si diedero i natali all’Unione Europea, qui – oggi – ci si arrovella attorno ad un tappeto rosso, costato 5mila euro a Palazzo Zanca fra le polemiche generali.

tappeto rosso comune meEppure lo spirito dell’iniziativa era diverso: l’obiettivo era riscoprire la proiezione mediterranea della città e del Vecchio Continente, realtà – queste – di frontiera, non solo fra Est ed Ovest ma fra Nord e Sud del mondo. E’ vero, nessun membro della Commissione è giunto in riva allo Stretto, ma la congiuntura internazionale – con l’imminente crisi di liquidità greca – di certo non ha aiutato l’Amministrazione.

In compenso, per la sessione conclusiva, la seconda autorità dello Stato, Pietro Grasso, ha voluto partecipare all’iniziativa di Palazzo Zanca. Preceduto dagli interventi di Giuseppe Buccino Grimaldi (già Direttore Genere per l’Unione Europea del Ministero Affari Esteri), Roger Vickerman (professor of European Economics all’Università di Kent) e Tonino Perna, Grasso è arrivato in perfetto orario.

conferenza di messina pietro grasso (10)Il rappresentante di Palazzo Madama ha voluto ricordare il coraggio dei padri fondatori della Comunità Europea, precisando come la riproposizione di quegli sforzi non sia oggi un atto di memoria bensì un monito verso il futuro. Sottolineando le criticità rilevate lungo il percorso d’integrazione, dal deficit di equità sociale al ritardo nel sostengo della crescita e dell’occupazione, Grasso ha poi voluto stigmatizzare il rischio dei populismi nazionalisti. Numeri alla mano, i seggi degli euroscettici al Parlamento Comunitario sono 196. Questo vuol dire che il 27% degli onorevoli tenta di arenare o di far arretrare qualsiasi percorso comune. Se a ciò si aggiungono le crisi congiunturali, dall’Ucraina alla “devastante catastrofe umanitaria che coinvolge centinaia di migliaia di migranti”, diventa evidente – secondo l’ex magistrato – la necessità rompere l’impasse attuale.

Abbandonandosi ad una rievocazione storica del percorso che ha portato l’Europa da 6 a 28 Stati, il presidente del Senato ha poi auspicato una “riconfigurazione dei rapporti di vicinato” quale via maestra per le cooperazioni rafforzate soprattutto fra gli stati rivieraschi. Un processo che richiede un preliminare passaggio: la definizione di una strategia politica europea nel medio termine, una strategia che non potrà eludere l’interlocuzione con le nazioni del Vicino Oriente.

conferenza di messina pietro grasso (2)Sul fronte delle migrazioni, sorveglianza e soccorso in mare devono rappresentare la cartina di tornasole dell’azione comunitaria, laddove – ammonisce il presidente – “distribuzioni di oneri e impegni non corrispondono ad un trattamento di buon cuore, ma ad un atto di coerenza coi nostri valori e all’applicazione delle norme stabilite dal diritto internazionale”. In questo quadro la Sicilia può riassumere la sua funzione storica di terra di confronto fra civiltà, giacché l’identità “non è un dato statico ma il risultato di un confronto continuo che non può piegarsi alla logica dello scontro di civiltà”. Se da Messina partì lo slancio comunitario, da Messina – per Grasso – deve ripartire la voglia di “pensare ed interpretare il futuro”, credendo “nel Mare comune, dove le diversità sono declinazioni della nostra umanità”.

perna accorinti barrileA conclusione dei lavori sono arrivati gli interventi del presidente del consesso civico, Emilia Barrile, e del sindaco Renato Accorinti. Se la prima ha espresso parole di speranza per il percorso comunitario, ricordando al tempo stesso come Messina registri però problemi che risalgono ad un secolo fa (basti pensare alle baracche, in piedi dal 1908), il primo cittadino ha lodato gli sforzi profusi per la realizzazione di quattro giornate “che hanno alimentato la voglia di ricostruire”. “Abbiamo parlato d’Europa invitando diversi attori del mondo arabo e questa vicinanza ha reso tutto migliore – ha chiosato il sindaco –. Qui ci sono stati terremoti, maremoti e guerre, c’è ancora la mafia, ma non manca la volontà di rimboccarsi le maniche. Qui, nel 1955, c’erano pazzi visionari: nel presente furono condannati, dopo sono stati capiti e apprezzati. Ecco, adesso con la stessa forza vogliamo andare avanti, perché una comunità di 28 Stati non ci basta”.