Messina, FI rilancia il Ponte: “da solo farà ripartire l’economia siciliana”

Munaò e Foti contro Gibiino: la vittoria di Materia è soltanto sua

ponte sullo strettoL’esperienza di Crocetta alla guida della Regione Siciliana è agli sgoccioli. Forza Italia ne è certa: manca una cabina di regia degli interessi isolani, mancano le infrastrutture, manca una decisa manovra di rilancio per l’economia. Per questo insieme di ragioni i club azzurri presenti sul territorio vogliono rilanciare l’azione del “partito liberale di massa” alla probabile vigilia dello scioglimento di FI, almeno qualora fosse confermata l’indiscrezione che vuole un Berlusconi pronto a battezzare nel mercato elettorale il “Grande Rassemblement Repubblicano“.

Intanto, incassato il risultato utile nelle ultime amministrative, il partito messinese fa il punto sulle vicende provinciali, in controtendenza rispetto alle valutazioni espresse ad Arcore. Giuseppe Munaò e Santino Foti hanno speso parole di encomio nei confronti di quanti hanno presentato la propria candidatura sotto la bandiera del movimento, condannando gli imboscati delle liste civiche. D’ora in avanti, hanno ammonito i due, chi vorrà stare in Forza Italia lo dovrà fare senza indugi, senza minuetti mediatici.

Il pragmatismo, invece, è prevalso rispetto al trionfo di Roberto Materia in quel di Barcellona. Ridimensionando le esternazioni post-ballottaggio di Gibiino, i due esponenti forzisti hanno corretto il tiro con onestà intellettuale: “Non sembra corretto mettere il cappello su una vittoria che è figlia di un voto non politico, di un voto alla persona” è stato il commento laconico alla vicenda. Ed è inevitabile pensare che proprio Gibiino sia finito nel mirino di chi vuole rilanciare l’offerta berlusconiana in città. Non a caso si stanno valutando le possibili ripercussioni di un No-Crocetta Day, decisamente al di là delle competenze provinciali, con tutto ciò che ne consegue anche in termini di osmosi lessicale rispetto al movimento di Grillo.

Tornando a Messina, l’attenzione viene catturata, ancora una volta, dalla realizzazione del Ponte “che da solo sarebbe sufficiente a fare ripartire l’economia messinese e siciliana, ormai ridotte ai minimi termini. Da qui, l’impegno nel riformulare attraverso interrogazioni e convegni la rivalutazione di quest’opera“. Un progetto che va inquadrato nel più complesso problema infrastrutturale vissuto dall’isola, laddove la mancanza di piani ferroviari e le vicende della Palermo-Catania hanno scosso nelle fondamenta sia il torpore della classe dirigente, sia la sensibilità dell’opinione pubblica.