Messina, “basta errori sulla pelle dei precari”: Carreri (Pdr) vuole chiarezza sul futuro dei dipendenti di Palazzo Zanca

Un errore nei numeri del risparmio rende confuso il quadro: possibile la stabilizzazione a 22 ore?

nino carreriL’amministrazione è chiamata alla responsabilità ed i giochi sulla pelle dei precari per favore evitiamoli“. Lo afferma il consigliere dei Dr Nino Carreri, componente della sesta commissione che evidenzia la gravità di quanto accaduto ieri durante la seduta dedicata alle problematiche annesse alla stabilizzazione dei precari. Da mesi le organizzazioni sindacali si preparano al rush finale per la stabilizzazione dei 288 precari e discutono di cifre, personale in pensione, quote di sostituzioni e ipotesi di stabilizzazione a tempo indeterminato che vanno da 11 ore a 14 lavorative settimanali con punte massime previste negli anni a venire di 16 ore o al massimo di 18 ore. “Per intenderci – ha  precisato Carreri – dopo 27 anni di precariato, il sogno della stabilizzazione potrebbe portare, ai contrattisti del comune, cifre che variano da 350 euro al mese alle 600… una miseria ed una soluzione di per sé inaccettabile per chi ormai rappresenta un asse portante della struttura comunale!”.  A questo punto per il consigliere Dr non si possono mettere a tacere le cifre: “ho infatti riscontrato – prosegue l’esponente del consesso civico – un macroscopico errore (balzato peraltro subito agli occhi di qualche rappresentante sindacale) sui numeri del risparmio, riferito alle spese del personale, relativo ai 275 pensionamenti avvenuti tra il 2011 ed il 2014. La differenza è di circa 2milioni e 300mila euro tra il dato delle cessazioni del 2013 fornito alle organizzazioni sindacali e quello che invece risulta dai dati che il sottoscritto ha ricevuto dall’ufficio competente. Una discrepanza importante che rimette in discussione tutta la partita che in molti, anche tra le organizzazioni sindacali, avrebbero voluto chiudere a 14 ore lavorative, forse anche sulla base dello spauracchio di un possibile transito al Comune di personale della provincia regionale”. Tenendo in conto che il costo orario omnicomprensivo per tutto il personale contrattista è di circa 237.000 euro e che la quota del 50%,  calcolata sulla capacità assunzionale che salta fuori dalla differenza riscontrata di 2.300.000, potrebbe consentire un innalzamento consistente delle ore lavorative settimanali (circa 4 ore in più) il personale precario arriverebbe quindi a sfiorare quota 22 ore settimanali nel 2017, un traguardo dignitoso nel quadro economico complessivo dell’Ente. “Certi che si possa anche trattare di un grossolano errore nella trascrizione dei numeri – ha concluso Carreri – non ci illudiamo ma richiamiamo l’Amministrazione alla responsabilità. La partita dei precari è una lotta tra  la vita e la morte per tanti ex giovani e l’Amministrazione a questo punto non ha più alibi…fuori i numeri giusti!”.