E intanto a Ragusa i Cinque Stelle si aumentano lo stipendio

Un’interrogazione parlamentare aizza la polemica: com’è cambiato il Movimento…

foto tratta dai social-network

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Quando il Movimento 5 Stelle iniziò la sua avventura Parlamentare, i propositi erano quasi rivoluzionari: bisognava aprire il Parlamento come “una scatoletta di tonno“, rendendo i lavori di Camera e Senato realmente trasparenti; i deputati dovevano essere chiamati “cittadini” e a tal fine venne consegnato un apposito bugiardino ai media; si dovevano “tagliare i costi della politica“; e, da ultimo, bisognava spezzare la noiosa spirale presenzialista dei politici in tv.  Su questo punto, in particolare, cadde pure qualche testa: le prime espulsioni vennero ratificate per partecipazioni non autorizzate a trasmissioni radiofoniche o televisive, roba da Pcus. Adesso, invece, nessuno si schernisce per l’appellativo di “onorevole“, Di Maio e Di Battista impazzano sul piccolo schermo, seguiti quasi sempre da una claque capace di scattare come un soldato al primo sibilo sul reddito di cittadinanza. L’arcinemico, il giornalista-servo, viene tirato fuori dalla naftalina per il blog o per le campagne elettorali.

Ultimamente anche il mito della riduzione dei costi del Palazzo sembra vacillare. La Giunta di Ragusa, guidata da Federico Piccitto, ha infatti deciso all’unanimità di aumentarsi gli stipendi. La squadra di governo del Comune siciliano parla di un “adeguamento Istat dei compensi“, ma l’iniziativa dell’Amministrazione è finita al centro di un’interrogazione parlamentare redatta con piglio polemico da Nello Dipasquale, esponente del Pd determinato a verificare la legittimità della manovra. Sì, perché l’operazione dei pentastellati, a giudizio del deputato dell’Ars, a norma di legge non potrebbe essere deliberata se non dopo l’adozione di apposito decreto autorizzativo da parte della Regione. Prescia e noncuranza insomma: i 5Stelle sono cresciuti davvero.