I vescovi a Rosy Bindi in Calabria: “educazione e lavoro per battere la ‘ndrangheta”

ansa - giacomo - MANOVRA: BERSANI, MODIFICHE VANNO IN DIREZIONE AUSPICATANuove norme contro le mafie che tengano conto della loro dimensione internazionale; lezioni di legalita’ nelle scuole che permettano ai giovani di conoscere meglio il fenomeno della criminalita’ organizzata che devasta le regioni del Mezzogiorno e aggredisce anche quelle del nord, ma anche un impegno deciso da parte dello Stato contro la depressione economica. Sono alcuni degli argomenti posti all’attenzione della presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi, in oltre due ore e mezza di colloquio fra la delegazione della commissione giunta oggi in missione in Calabria ed i vescovi della regione, guidati dal presidente della conferenza episcopale regionale, mons. Salvatore Nunnari. L’esito del colloquio e’ stato riassunto nel corso di una conferenza stampa che Bindi e Nunnari hanno tenuto nella sede dell’oasi Bortolomea, un luogo di meditazione inserito nel verde alla periferia di Lamezia Terme, che ha ospitato l’evento. Il presidente della conferenza episcopale calabra, come aveva fatto prima dell’inizio dell’incontro, ha rivendicato l’impegno della Chiesa contro il crimine organizzato nel solco delle parole pronunciate un anno fa a Sibari da Papa Francesco, ma anche in linea con una tradizione che ha visto il clero calabrese schierato senza tentennamenti contro la ‘ndrangheta. “Un momento storico – ha detto Nunnariquello vissuto stamane che ha visto insieme la commissione antimafia e l’episcopato calabro uniti per un comune obiettivo. Noi abbiamo diffuso una nota pastorale il 5 gennaio scorso, ma e’ dal 1975 che produciamo documenti sull’argomento. La Chiesa non scrive contro qualcuno, ma si rivolge alle Diocesi, per ribadire che la mafia e’ il grande male della Calabria, oltre che ai mafiosi per dire loro che con il Vangelo non hanno niente a che fare. Da almeno 40 anni – ha ribadito mons. Nunnarila Chiesa ha parlato chiaro contro la mafia: voi mafiosi siete l’antivangelo“. E commentando la scomunica del Papa contro gli ‘ndranghetisti, Nunnari ha inteso puntializzare che “non e’ la Chiesa che ha messo fuori i mafiosi. Sono loro che si sono messi fuori. La Chiesa – ha dichiarato rivolgendosi agli uomini dei clan – vi aspetta e non chiude a nessuno le porte“. Ma la misericordia della Chiesa, ha subito precisato, non e’ disgiunta dalla giustizia, “perche’ misericordia e giustizia devono essere coniugate“. Dunque il perdono e’ possibile ma a patto che la giustizia faccia il suo corso. Il presidente della conferenza episcopale calabra ha quindi chiesto un impegno delle istituzioni su due fronti: quello educativo e quello economico a beneficio del Sud. “Bisogna educare i piccoli – ha detto – perche’ spesso fra loro emergono atteggiamenti di prepotenza che non aiutano la crescita“. Ma ai giovani, secondo Nunnari, occorre anche assicurare prospettive di benessere. “Nella mia citta’ (Cosenza, ndr) ci sono 37.000 giovani – ha detto – che si preparano a prendere una laurea e a partire. La mafia si co batte anche su questo terreno” Nunnari ha anche chiesto una piu’ rigorosa apllicazione delle norme sulla confisca dei beni mafiosi: “La legislazione non e’ chiara“. Rosy Bindi ha recepito le richieste del clero. “Speriamo di avere entro l’anno nuove norme di contrasto alle mafie, con particolare riguardo alla loro dimensione internazionale“. Ha poi aggiunto di apprezzare l’avvio di corsi di educazione antimafia, ricolti ai futuri sacerdoti, istituiti Chiesa calabrese “e credo – ha spiegato- che lo stesso debba avvenire nelle scuole. Penso che i senatori, in fase di discussione della riforma scolastica, possano presentare in tal senso degli emendamenti“. La presidente dell’Antimafia ha puntualizzato che non e’ tra le competenze della commissione intervenire sul tessuto economico della regione, ma si e’ impegnata a farsi portavoce presso il Parlamento e il governo di questa esigenza. Ha poi rimarcato il ruolo negativo svolto dalle mafie in campo economico. “La mafia imprenditrice – ha sottolineato – ha affossato ancora di piu’ il Sud, perche’ ha inquinato l’economia e perche’ ha sottratto risorse che investito altrove“. Sul ruolo della Chiesa in Calabria, Bindi ha parlato divendo che il clero e’ stato “un baluardo contro la ‘ndrangheta“, anche se, ha poi affermato “non tutti i comportamenti sono lineari“. A questo riguardo, e’ stato monsignor Nunnari a ricordare alcuni episodi rispetto ai quali “e’ stata necessaria un purificazione“. “Il riferimento e’ ai casi di “inchini” ai boss avvenuti a Mileto e Oppido Mamertina in occasione delle feste religiose. I vescovi delle Diocesi interessate – ha rimarcato- hanno dato precise direttive avviando interventi educativi verso il popolo”.