I documentari sui fenicotteri non vincono gli oscar: la Calabria tra il trionfo di “Anime Nere” e il bigottismo di chi ancora chiude gli occhi

Il trionfo di “Anime Nere” e le polemiche del bigottismo calabrese: “racconta la parte più brutta di noi”; ma i documentari sui fenicotteri non vincono gli oscar…

anime nere 01Anime Nere“, il film che racconta la ‘ndrangheta e i suoi luoghi, ha saccheggiato il David di Donatello, il premio che in ambito cinematografico si può considerare come l’equivalente per il cinema italiano del premio Oscar, il più importante riconoscimento nazionale. La pellicola, tratta dal romanzo di Gioacchino Criaco e girata ad Africo, in provincia di Reggio Calabria, ha vinto non solo i premi per il miglior film e la miglior regia – affidata a Francesco Nunzi -, ma anche quello per la fotografia, il montaggio, il produttore, la canzone originale, il sonoro, la sceneggiatura e la colonna sonora. E’ soltanto l’ennesimo grande e prestigioso riconoscimento per il film uscito appena un anno fa.

anime nere 02In Calabria non mancano le polemiche bigotte: “rappresenta male la nostra terra, è la parte più brutta“. Ma un film non è un documentario. “Anime Nere” ha una trama appassionante e profonda, racconta la tragedia dello sgretolarsi di una famiglia mafiosa, racconta uno spaccato triste ma purtroppo reale della Calabria. Uno spaccato, non significa che tutta la Calabria è così. Ma è una realtà di fronte a cui non possiamo chiudere gli occhi. E’ un film, non un documentario. Sulle bellezze della Calabria di documentari ce ne sono tantissimi, ma quelli non vincono gli oscar. Ci può essere tanto, basti pensare alla serie TV Gente di Mare, a “Il Giudice Meschino”, a “L’uomo che sognava con le aquile” (a proposito, stasera sarà su Rai1), che riesca a valorizzare tramite film e fiction il territorio calabrese dal punto di vista turistico. Ma un film da oscar è un’altra cosa. E Anime Nere è un film da oscar. E’, come ha spiegato lo stesso Criaco, “un piccolo grande sogno, dei calabresi ultimi che vogliono diventare i primi. Di fronte a una Calabria che vince, insieme con il film di Nunzi, ce n’è una che perde, quella dei vinti, di quelli che tanto non si può far nulla! Quella del rancore, della mediocrità. Quella dei migliori siamo noi e gli altri sono feccia”. Non c’è altro da aggiungere.