Ecco il Decreto Enti Locali, per Reggio soltanto una norma che rischia di diventare suicida: 3 nuovi dirigenti e un prestito oneroso di 40 milioni

Reggio, ecco il Decreto Enti Locali approvato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: le norme tanto attese per Reggio rischiano di essere “suicide” per la città

renzi e falcomatàE’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale stasera, pochi minuti prima delle ore 21, l’attesissimo Decreto Enti Locali: 120 pagine senza che ci sia una volta sola la parola “Calabria” ne’ tanto meno “Reggio”. Completamente stralciate tutte le misure attese dalla Regione, parzialmente inserite quelle per il Comune mascherate in una norma (Articolo 6) chiamata “Misure per emergenza liquidità di enti locali impegnati in ripristino legalità“, riservate ai Comuni che sono commissariati dopo scioglimento per mafia o quelli per cui il periodo di commissariamento risulta scaduto da non più di un anno. A Reggio Calabria è scaduto da 8 mesi, quindi Reggio rientra all’interno di questo decreto “ad hoc“. Tutte le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi da StrettoWeb, sono risultate assolutamente confermate.

Sono infatti due i provvedimenti che interessano questi comuni: un’anticipazione di liquidità fino all’importo massimo di 40 milioni di euro per l’anno 2015 la cui restituzione verrà effettuata con piano di ammortamento a rate costanti comprensive degli interessi, in un periodo massimo di trenta anni a decorrere dal 2019; la possibilità di assumere fino ad un massimo di 3 nuovi dirigenti comunali ”per fronteggiare le esigenze di riorganizzazione strutturale, necessaria ad assicurare il processo di risanamento amministrativo e di recupero della legalità“.

Insomma, una norma che non può accontentare Reggio Calabria: non viene concessa al Comune alcuna misura che possa consentire di diminuire le tasse, i 40 milioni di euro sono destinati esclusivamente a pagare debiti certi liquidi ed esigibili, in sostanza si tratta di un ulteriore debito da restituire in 30 anni con gli interessi, esattamente come le anticipazioni di 140 milioni del decreto 35 che proprio il Partito Democratico di Falcomatà aveva tanto criticato negli scorsi anni.

Nel decreto c’è anche la deroga al rispetto dei tempi di pagamento, adesso bisogna capire se il Comune di Reggio Calabria riesce a rientrare anche dopo la deroga. Con il rischio concreto che dal 2019 in poi il Comune dovrà ulteriormente aumentare le tasse per pagare rate ed interessi di questo nuovo prestito.

Tutto questo, ovviamente, a prescindere dal fatto che questo provvedimento riservato ai comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, implicitamente ammette l’inutilità ed il fallimento di detta norma. Consente – in sintesi – l’assunzione di tre unità a contratto, tra staff e dirigenti, e concede una’anticipazione onerosa di liquidità. Ci interesserebbe comprenderne l’utilità per la collettività: “certa stampa” avrebbe voluto chiedere tutto ciò al Sindaco in conferenza stampa, ma le domande sono state proibite e l’addetta stampa ha spiegato che “alla fine della conferenza stampa il Sindaco ha detto che il dialogo con il governo continuerà per conseguire altri risultati utili per la città“. Speriamo ben diversi da questi.

Ecco la norma: