Calabria, terremoto in Forza Italia: si dimette Nino Spirlì, responsabile regionale della cultura

Nino Spirlì esce da Forza Italia:La Cultura e l’Arte – trasmette – sono l’anima profonda delle Genti di Calabria, ma molto spesso sono devastate da interessi egoistici o, peggio, dal silenzio immorale della malapolitica”

nino spirlì“Consegno nelle mani del Responsabile Nazionale del Dipartimento Cultura di Forza Italia, Edoardo Sylos Labini, ringraziandoLo per l’affetto amicale e la stima professionale dimostratami nei lunghi anni della nostra amicizia, le mie irrevocabili dimissioni da responsabile del Dipartimento per la Calabria. Impegni personali e differenti velocità d’azione con chi in questa mia adorata terra di Calabria sceglie e decide per il partito che con onore e dignità ho servito dal giorno stesso in cui l’ho scelto, mi impongono di desistere dall’impegno preso a suo tempo”.

Così Nino Spirlì attraverso una nota stampa.

“La Cultura e l’Arte - continua - sono l’anima profonda delle Genti di Calabria, ma molto spesso sono devastate da interessi egoistici o, peggio, dal silenzio immorale della malapolitica. Non mancano, certo, nelle farse propagandistiche delle campagne elettorali, le promesse e gli impegni, purtroppo vergognosamente dimenticati subito dopo lo svuotamento delle urne elettorali.

In questi mesi di dedizione quotidiana, sia nella comunicazione televisiva che in quella “filogiornalistica”, non ho mai affidato al silenzio il mio amore per i Segni Nobili del passato e per le proposte altrettanto alte delle Arti dei giorni nostri.

In solitaria, soprattutto all’interno del partito stesso, ho percorso i sentieri erti della divina solitudine imposta dalla Libertà, incontrando, ad ogni passo, altrettanti fantastici scalatori.

A Loro, al mio Popolo, alla Libertà e alla Dignità, devo questa consegna delle insegne.

Sciolto dalla promessa scritta col sangue della fratellanza, sarò ancora più utile a queste sacre amate contrade.

Per cui – conclude Nino Spirlì – dedicando ogni futuro passo del mio cammino personale e professionale alla imperitura memoria di mio Padre, continuo, tenace, a viaggiare sul ruvido ma paradisiaco sentiero della comunicazione, della solidarietà e della preghiera. Senza obblighi, come sempre”.