Bovalino (Rc): “bisogna lavorare per recuperare la “dignità perduta”"

Sono sostanzialmente positivi i segnali che provengono dalla casa comunale di Bovalino Marina, comune della fascia jonica reggina, commissariato lo scorso 2 aprile per “…accertate infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno dell’attività amministrativa”

comune di BovalinoSono sostanzialmente positivi i segnali che provengono dalla casa comunale di Bovalino Marina (RC), comune della fascia jonica reggina, commissariato lo scorso 2 aprile per “…accertate infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno dell’attività amministrativa”. Dopo il giro d’orizzonte a largo raggio condotto dai tre Commissari Straordinari nominati dal Prefetto di Reggio Calabria, svoltosi di recente con i rappresentanti del mondo culturale, del volontariato, dell’associazionismo e dell’ambiente economico-finanziario, si incomincia finalmente ad intravedere un barlume di luce al di la del tunnel in cui si è infilato il paese a causa di una scellerata e miope amministrazione del bene comune; paese che ha dovuto, oltremodo, subire un’onta che difficilmente potrà essere cancellata negli anni futuri. Nei colloqui tra gli attuali amministratori istituzionali e la cittadinanza attiva si è instaurato, da subito, un rapporto fiduciario che sta dando i suoi primi frutti, anche se ancora c’è tanto da fare. Dai vari colloqui è emersa unanime la volontà di affrontare con la dovuta urgenza alcune problematiche la cui risoluzione non può essere più procrastinata come ad esempio la “riqualificazione ambientale” del territorio, la “viabilità e la sicurezza stradale”, la valorizzazione dei luoghi e delle tradizioni “storico-culturali”, il riassetto “economico-finanziario” dell’Ente, la ripresa del settore “turistico-alberghiero”, lo sviluppo delle “risorse e delle attività commerciali” e tante altre che sono state nel recente passato, colpevolmente trascurate da tutti i precedenti amministratori che evidentemente erano presi da altri problemi ed altri affari. Puntando ora dritti al cuore del problema c’è da dire che con l’avvento della stagione estiva i disagi legati soprattutto all’igiene ed al decoro urbano sono quelli che assumono i contorni più preoccupanti. A tal proposito e su indicazione di diversi cittadini, non trova spiegazione il fatto che la via XXIV Maggio (dove sono presenti la maggior parte degli esercizi commerciali, parte del sistema di videosorveglianza, ma anche la Scuola media e l’Ufficio postale), sembra essersi trasformata, come per incanto, in uno scorcio della famosa foresta nera presente in Germania e famosa per la sua folta e fitta vegetazione. Infatti su questa splendida via i rami degli alberi penzolano da entrambi i marciapiedi fino a giungere quasi al centro della carreggiata; l’ingresso e le adiacenze della scuola media sono ricoperti da fogliame e cumuli di aghi di pino mischiati spesso ai rifiuti fuoriusciti dai cassonetti; l’ufficio postale è seminascosto dalla visuale stradale e sembra che se ne stia volutamente in disparte per non dare disturbo. Certamente questo stato di cose sarà piacevole per chi passeggia sotto la frescura degli alberi, ma non lo è certamente per il benessere delle piante stesse e non lo è nemmeno per l’ambiente che è privo di aria e di luce. E’ auspicabile, pertanto, che si provveda a far intervenire gli operatori preposti per tale servizio (operai della forestale ? vigili del fuoco ? operatori ecologici ?) al fine di ridare il giusto decoro ad una delle vie più frequentate ed importanti di Bovalino. Di contro fa piacere, invece, registrare l’attenzione posta dai funzionari anche sul patrimonio storico-culturale di Bovalino ed il suo interland; è infatti di ieri la notizia che il Viceprefetto aggiunto Rosa Correale ha effettuato, nella giornata di giovedì, una visita nella frazione di Bovalino superiore per rendersi conto dello stato urbano del luogo (purtroppo anche li il degrado la fa da padrone !) ed ammirare, contestualmente, alcune location di pregio come i resti del castello, la Chiesa Matrice e di Santa Caterina, il museo d’arte Sacra, la casa del Beato Camillo Costanzo e le altre peculiarità espresse dal borgo antico, oltre ad essere stata informata dettagliatamente sull’intensa attività condotta nell’arco dell’anno dall’Arciconfraternita Maria SS. Immacolata. Ma a questo punto, come diceva un noto giornalista radiotelevisivo (Antonio Lubrano), una domanda sorge spontanea: “ma dov’erano in questi cinque anni gli amministratori ed i responsabili del Comune che dovevano occuparsi della crescita e del decoro del loro paese ?”, la risposta i cittadini l’hanno avuta negli ultimi periodi di gestione dell’amministrazione decaduta, quando si sono purtroppo registrati uno dietro l’altro alcuni episodi che hanno svelato le carte che erano tenute celatamente nascoste e che hanno avuto il loro epilogo nella giornata del 2 aprile 2015, quando cioè è stato decretato tra i clamori della stampa e del web, lo scioglimento del consiglio comunale e la fine di un sistema contorto. In ogni caso, dopo questa prima fase dedicata all’ascolto ed alla focalizzazione dei problemi aperti è ora giunto il momento di dare vita alle attività da porre in essere per sviluppare e realizzare quel cambiamento che è tanto atteso ed auspicato dall’intera comunità bovalinese. In tal senso stanno già operando fattivamente alcune associazioni come la “Italia Night Day” che ha già organizzato alcune giornate ecologiche a tema, che hanno consentito il ripristino del decoro urbano di alcuni luoghi del paese (l’artistica fontana dietro l’Orchidea e la Villa del Parco delle Rimembranze, di fronte la stazione ferroviaria) ed il movimento politico-culturale “Agave” che continua incessantemente nella sua campagna di raccolta degli oli esausti ed ha già in cantiere altre attività che serviranno a ridare slancio ed attrattiva a Bovalino ed al suo intero territorio. Con queste premesse è d’obbligo provvedere senza ulteriori tentennamenti a restituire a Bovalino la “dignità perduta” e lo si può fare solamente unendo gli sforzi per tramutare le idee e le proposte già sul tavolo, in realtà.

Pasquale Rosaci