2 giugno: Bova (RC) ha commemorato i suoi figli caduti per la Patria nel 15 -18 [FOTO]

La commemorazione, presso il comune di Bova (RC), avvenuta il 2 giugno scorso: nel giorno della Festa della Repubblica, si sono ricordati i morti bovesi della Prima Guerra Mondiale nel suo centesimo anniversario

2 giugno bovaL’amministrazione comunale della Chora tu Vua dell’area grecanica, il giorno della Festa della Repubblica, ha commemorato con una solenne cerimonia i morti bovesi della Prima Guerra Mondiale nel suo centesimo anniversario.

Il 2 giugno il nutrito programma è iniziato con il festante arrivo di corsa della Fanfara dei Bersaglieri in Piazza Roma, dove era già convenuta la Banda musicale città’ di Bova. Quivi, alle ore 17,30, alla presenza delle autorità civili e militari e di un folto pubblico, si è svolta l’alzabandiera con l’esecuzione dell’Inno d’Italia. Alle 18,00, nella chiesa dedicata ai Santi Teodoro e Caterina, il parroco, Don Natale Spina SDB, assistito dal Diacono Mario Casile, ha celebrato una Santa Messa solenne, animata dal coro parrocchiale e con l’esecuzione dell’ “Attenti” dalla prima tromba dei Bersaglieri, in suffragio dei caduti in guerra.

Nell’omelia Don Natale ha richiamato alla memoria gli appelli inascoltati di Papa Benedetto XV sulle “inutili stragi” della guerra e ha ribadito a chiare lettere il messaggio evangelico della “Pace in terra agli uomini di buona volontà”. Sempre in chiesa altri due momenti importanti. Un ex bersagliere ha letto nel religioso raccoglimento dei presenti la “Preghiera per il caduto”. Il presbitero ha infine benedetto la Corona d’alloro che, portata da due carabinieri del comando della locale stazione, si è mossa in corteo con la cornice dei labari dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, dell’Associazione Nazionale Carabinieri “ARCONTI”; il Sindaco e gli amministratori  del Comune di Bova, seguiti  da un imponente numero di cittadini bovesi,  hanno raggiunto il Monumento ai caduti, ai cui piedi il Sindaco di Bova, dott. Santo Casile, l’ha deposta. Mentre la tromba in lontananza intonava il silenzio, l’assessore Pino Casile e il consigliere Veronica Petrulli hanno dato lettura dei nomi dei 53 soldati bovesi morti in combattimento o a causa della guerra del 15-18, di cui due decorati con Medaglia di bronzo al v. m.

commemorazione bova 2 giugnoSuonato il riposo, il Sindaco ha rivolto i saluti a tutti i presenti,  e  un  ringraziamento alle autorità convenute ed in modo particolare all’assessore Pino Casile e al consigliere Veronica Petrulli. Ha rilevato anche la massiccia presenza della cittadinanza, leggendovi in questo segno un profondo sentimento di amor patrio. Ha rammentato che Bova aveva eretto nel passato un altro originale Monumento ai caduti con il Parco della Rimembranza, dove era stato messo a dimora un albero per ognuno dei 53 caduti bovesi della grande guerra. Nel suo discorso ai caduti di Bova della seconda guerra mondiale, il Sindaco ha richiamato alla memoria S.E.E. Montalbetti, Vescovo di Bova e Arcivescovo di Reggio Calabria, che nel gennaio del 1943 perì assieme ad altre 10 persone nelle vicinanze di Melito Porto Salvo.

Il prof. Fortunato Mangiola, svolgendo l’allocuzione storica, ha colto la specificità di detta guerra nelle molteplici definizioni: guerra 15-18, grande guerra, prima guerra mondiale, IV guerra d’indipendenza, guerra di liberazione (come scritto sul monumento di Trieste) e guerra di trincea. Ha illustrato le cause remote e prossime della guerra, evidenziando il ruolo di tanti intellettuali interventisti, tra i quali F. T. Marinetti, per cui la guerra è la “sola igiene del mondo” e Gabriele D’Annunzio, che spinsero per l’entrata in guerra dell’Italia il 24 maggio 1915. Ha accennato alla “spedizione punitiva” del maggio 1916. Si è soffermato sulle dodici battaglie dell’Isonzo, culminate nella disfatta di Caporetto. La linea del Piave ha capovolto le sorti della guerra, conclusasi con la battaglia di Vittorio Veneto e l’armistizio di Villa Glori, in vigore il IV novembre 1918. Nel mezzo si collocano i 53 morti bovesi per la Patria, “Come fiori purpurei recisi”, secondo Virgilio. Dati statistici sull’enormità della guerra: 70 milioni di uomini mobilitati, 9 milioni di morti militari e 7 milioni di vittime civili nel mondo. In Italia 5.900.000 combattenti con 650.000 morti, di cui 100.000 per malattia. La Calabria inviò al fronte 177.000 con una perdita secca di 23.750, tra cui i nostri 53 bovesi. Le terre conquistate con la prima sono state perse con la sconfitta della seconda guerra mondiale. Domande: Era giusto? Era necessario? Era indispensabile? Ne valeva la pena? Si uccidono milioni di persone per un lembo di terra o per motivi economici o per orgoglio nazionale? Nel giorno della festa della Repubblica, ha concluso il prof. Mangiola, ci si augura che trionfi sempre il principio sancito dall’articolo 11 della Costituzione, che impone il ripudio della “guerra come strumento di offesa…. e soluzione delle controversie internazionali”. Un solo auspicio si è levato dai cuori dei cittadini di uno dei “Borghi più belli Gioiello d’Italia”: Mai più guerre, onore ai caduti, viva la pace.

La significativa cerimonia è continuata in Piazza Roma, dove si sono esibiti in numerosissime alternate suonate la Banda musicale città di Bova e la Fanfara dei Bersaglieri. La commemorazione si è conclusa  con l’ammainabandiera nella scalinata della  sede Municipale (fm).