“Troppi sprechi e spreconi nella sanità calabrese”

Coldiretti: la gestione manageriale della sanità è un’enorme piramide troppo appuntita e spesso senza controlli

sanità“Un pozzo di San Patrizio inesauribile e da cui si attinge a piene mani. Questo sembra essere la sanità calabrese, paradossalmente “eterna ammalata”. La storia continua a ripetersi e  la sanità regionale, aldilà di qualche parola chiave (’equità, efficienza, efficacia), evidentemente senza troppo significato e riscontro, da noi non si sa da dove si parte né dove si vuole arrivare e continua a cumulare debiti su debiti con sacche di inefficienza ed insipienza burocratica paurose che emergono quotidianamente”. Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria, chiede proprio sui temi gestionali al Commissario Scura, al Governo e al Consiglio regionale una profonda riflessione e cambio di rotta, altrimenti aggiunge “il bilancio della Calabria con una sanità vorace  rischierà il default e gli investimenti in tutti i settori  avranno vita dura. La  sfida del risanamento della sanità – continua – deve essere una priorità altrimenti la spesa continuerà crescere e il diritto alla salute dei cittadini sarà sempre di più a rischio. Il front office, cioè la rete ospedaliera in qualche modo funziona, nonostante sacrifici e abnegazione  da parte del personale medico e paramedico, ma sulla giungla che vi è dietro, fatta di “presunti” manager e direttori generali e tanto altro, forse bisogna stendere un velo pietoso. Siamo quasi all’abc se è vero come ci dicono le cronache che si pagano fatture più volte, ci sono consulenze (di vario tipo) d’oro, macchinari che vengono acquistati e non vengono messi in funzione, extrabudget; ed ancora, gli operatori devono aspettare oltre 2 anni per aver pagate le fatture emesse, mentre i cittadini devono attendere mesi per prenotare esami e fare visite specialistiche. La disorganizzazione è a tutti i livelli, l’informatizzazione degli uffici è ancora scarsa. Non esistono sistemi di controllo per i servizi erogati. Ci troviamo quasi all’anno zero. Insomma nessun controllo ne preventivo ne a risultati raggiunti. Coldiretti, come rappresentanza di interessi e forza sociale, vuole  partecipare al miglioramento della sanità calabrese. Quali sono ad oggi i risparmi realmente conseguiti, anno per anno, e quale è l’impegno per non creare più un centesimo di deficit? Qualcuno dovrebbe pur dircelo!!!! E’ giunto il tempo di aggredire gli sprechi, partendo dal mitico costo della siringa che deve essere uguale in tutta Italia. La sanità è il principale bersaglio nella ricerca della quadratura dei conti pubblici ma la gestione sanitaria prima ASL e oggi ASP e quant’altro è troppo appuntita e confidare solo in una conversione “etica” forse non è sufficiente, occorrono sanzioni più severe e certe per chi ha sbagliato, altrimenti i recuperi di efficienza rimangono una chimera. I conti in disordine non sono accettabili – rimarca Molinaro – anche perché questo comporterà sacrifici notevoli per i cittadini e risulta che la Calabria è tra le Regioni con il minor numero di cittadini molto soddisfatti dell’assistenza medica ospedaliera e se si considera  la mobilità interregionale, un indicatore indiretto della qualità dei servizi, la Calabria è di nuovo nel gruppo degli ultimi. E ancora il numero di cittadini che restano in regione per farsi curare, la Calabria registra una tra le più basse percentuali del paese. Una vicenda, quella della sanità,  che si presta senza dubbio a più commenti. Ma certamente ed è del tutto evidente che gli attuali meccanismi di controllo sui sistemi sanitari regionali non funzionano e questo – conclude il presidente di Coldiretti– deve essere assolutamente colmato.