Reggina, la lezione di stile di Foti e Tedesco: che classe al San Filippo, signorilità d’altri tempi

Le parole del Presidente Foti e dell’allenatore della Reggina danno un significato ancora più bello al trionfo della Reggina: vincente in campo, sugli spalti e anche nella diplomazia

messina reggina 0-1 30 maggio (25)La Reggina ieri al San Filippo ha dato tre grandi lezioni: una, magistrale, di calcio in campo; un’altra, encomiabile, di tifo sugli spalti. E una terza, di stile, negli spogliatoi. In campo la superiorità della squadra è stata evidente, sia nella gara d’andata che al ritorno. Due gol fatti, zero gol subiti e pochissimi rischi in difesa, la vittoria in trasferta ottenuta con la squadra in dieci uomini per tutto il secondo tempo: bisogna aggiungere altro? Sugli spalti basta spalmare un po’ di numeri: 9.000 reggini al Granillo, 4.000 messinesi al San Filippo. Oltre 1.000 reggini in trasferta al San Filippo, un’onda amaranto che non ha mai smesso di incitare la squadra, che ha regalato emozioni in campo, sui traghetti, sui bus, in città. Un esempio non solo di tifo, ma anche di sportività e civiltà.

messina reggina 0-1 30 maggio (24)Ma la lezione più bella, quella più fine e di classe, è stata quella del Presidente Foti e di mister Tedesco ai microfoni dei giornalisti nel post-partita. Nonostante le parole infuocate del ds Ferrigno e di molti calciatori sui social network, i volti della Reggina hanno avuto grande rispetto nei confronti del Messina e hanno rilasciato parole molto signorili. “Lo Stretto oggi ci appartiene – ha detto Fotiabbiamo ritrovato un orgoglio che per qualche anno avevamo messo da parte. La Reggina è un patrimonio del calcio italiano e nessuno può dimenticare i 29 anni di storia di questa società. Era impensabile che uscissimo dal mondo dei professionisti, ma il mio primo pensiero va a Messina e ai messinesi, una piazza che non meritava questa retrocessione. Il primo pensiero è per loro, che stanno vivendo un dramma sportivo”.  Anche Tedesco ha speso parole di grande rispetto: ”mi dispiace sinceramente per il Messina, sono siciliano, e da siciliano vorrei molte più squadre siciliane che giocano in serie A e in serie B. Spero che il Messina venga ripescato, e spero che il Presidente Lo Monaco avrà la forza di continuare. In bocca al lupo a loro“.

LaPresse/Francesco Saya

LaPresse/Francesco Saya

Parole, sia chiaro, rilasciate non ai giornalisti messinesi tanto per fare la faccia lavata o per prendere in giro. Parole vere, reali, rilasciate ai giornalisti reggini in modo spontaneo alla fine della gara. Parole che testimoniano tutta la classe di chi, dopo due ore di sofferenza immane, è riuscito a rivolere un pensiero così affettuoso non solo ai rivali di sempre, non solo agli avversari del campo, ma anche a coloro che nelle ultime settimane contro la Reggina ne avevano dette di tutti i colori, anche in modo scorretto e antisportivo, dalla sconfitta voluta a Torre Annunziata al “sono già retrocessi tre volte, meritavano la retrocessione” entrando nel merito delle decisioni della giustizia sportiva che quest’anno in realtà hanno compromesso il percorso della Reggina con palesi soprusi. Ma nonostante tutto questo, Foti e Tedesco hanno dato l’ennesima testimonianza storica dello stile Reggina, a fronte di un Messina allo sbando che dopo anni di speculatori pensava con Lo Monaco di aver trovato un leader per poi scoprire che non era in grado neanche di metterci la faccia quando le cose sono andate male.