Sicilia seconda regione d’Italia per numero di adolescenti a rischio ludopatia

In Italia il 46% dei minorenni gioca d’azzardo e al sud

gioco d'azzardoLa Sicilia è la seconda regione d’Italia, dopo la Campania, per numero di adolescenti a rischio ludopatia. E’ uno dei dati che emerge da un’indagine condotta sui giovani palermitani nell’ambito del progetto “G.a.p. e Scuola” realizzato dall’Ufficio scolastico regionale (USR) per la Sicilia e la Fondazione antiusura Ss. Mamiliano e Rosalia, opera segno della Caritas di Palermo. I risultati raggiunti e i numeri dell’indagine verranno presentati domani maggio durante il convegno “Gap e Scuola” che si terrà a partire dalle 9.30 all’istituto alberghiero “P.Piazza”, in corso dei Mille a Palermo. In Italia il 46% dei minorenni gioca d’azzardo e al sud, dove la crisi è più grave, la percentuale aumenta al 50%. Un vero e proprio allarme sociale, che è molto più diffuso in quei territori, come Palermo, in cui la crisi economica e il tasso di dispersione scolastica sono maggiori. “L’esperienza operativa e l’analisi di quanto emerge dall’ascolto delle famiglie assistite – spiega Paolo Vicari della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia – hanno indotto a focalizzare l’attenzione sul mondo adolescenziale che assume sempre di più l’abitudine di giocare d’azzardo”. Il progetto, nato circa un anno fa per prevenire il gioco d’azzardo patologico nei minori, ha coinvolto 116 studenti palermitani di istituti superiori palermitani, in particolare del liceo classico “Vittorio Emanuele II”, dei licei scientifici “Benedetto Croce” e “Galileo Galilei”, del liceo socio-psicopedagogico “Regina Margherita” e dell’istituto tecnico-commerciale “Don Luigi Sturzo” di Bagheria. Obiettivo è stato quello di fare conoscere ai più giovani il delicato tema del gioco d’azzardo patologico, sensibilizzando e guidando soprattutto gli adolescenti verso stili di vita e comportamenti corretti, attraverso il loro coinvolgimento attivo e diretto. I ragazzi hanno realizzato un questionario sulla ludopatia che è stato poi somministrato anche agli alunni di altre scuole della città , in base alle risposte, è stato creato un report sulla percezione del fenomeno, le sue cause e la sua diffusione. Gli studenti hanno anche realizzato spot, dvd, filmati e messaggi via radio.