Sicilia: Finanziaria passa su filo di lana dopo seduta di 24 ore

Dopo una maratona di 24 ore, alle 11.19 l’Assemblea regionale siciliana ha approvato bilancio e finanziaria, una delle manovre piu’ sofferte degli ultimi anni

Foto LaPresse

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Dopo una maratona di 24 ore, alle 11.19 l’Assemblea regionale siciliana ha approvato bilancio e finanziaria, una delle manovre piu’ sofferte degli ultimi anni, che stamane ha visto l’opposizione, quasi per intero, lasciare l’aula prima del voto finale e mettere a rischio l’esito del provvedimento per mancanza di numero legale. Rischio superato per la presenza in aula di tre esponenti della minoranza (Girolamo Fazio del gruppo misto, Vincenzo Vinciullo di Ncd, che si sono astenuti; Giovanni Grasso dell’Mpa che ha votato si’) e del dissidente della maggioranza Fabrizio Ferrandelli (Pd), che si e’ astenuto ma e’ rimasto in aula. Dei 90 deputati dell’Ars (dalla prossima legislatura saranno 70) ne erano presenti 77: 13 sono in congedo. Il numero legale di 39 aveva fatto tremare la maggioranza: prima che i tre dell’opposizione decidessero di partecipare al voto, infatti, le sorti del governo guidato dal Pd Rosario Crocetta erano appese alla decisione di Ferrandelli, che dopo un battibecco con il governatore ha deciso di prendere comunque posto a sala d’Ercole e dicendo stizzito che questo e’ l’ultimo atto di un esecutivo “ormai ai titoli di coda”. Dopo una notte in cui l’aula e’ stata impegnata a votare l’articolato, all’alba sono scoppiate tensioni soprattutto sulla sulla ex tabella H, che elenca finanziamenti a enti, associazioni e cosi’ via e che per molti deputati rappresenta la madre di tutte le battaglie. La manovra e’ stata definita a caldo dal deputato di Fi Giuseppe Milazzo “una triste spartizione”, e dal capogruppo del Cantiere popolare Toto Cordaro “una lunga serie di marchette”. Ma restano in piedi i provvedimenti voluti dal governo nazionale che ha trovato un sostenitore nell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, molto legato al ministro Graziano Delrio. Uno su tutti, l’allineamento delle pensioni dei regionali a quelle degli statali a partire dal 2016.