La settimana santa dei Vattienti: un alibi per un rito barbaro e cruento [VIDEO-SHOCK]

vattienti02di Kirieleyson  - Siamo vicini alla Settimana Santa, la settimana dell’anno in cui la Cristianità (con qualche variazione sulle date) celebra la Crocifissione di Gesù Cristo e la successiva Resurrezione. E’ una settimana  imperniata sui  concetti di morte, penitenza e dolore,  ma con l’epilogo lieto  della vita, che vince sulla morte, attraverso, appunto,  la resurrezione.

Specie nel Sud Italia, certamente grazie all’antica influenza  spagnola, si celebrano i riti più spettacolari e suggestivi. Ma un rito che si svolge in Calabria da epoca immemorabile, quello dei  Vattienti di Nocera Tirinese, agli occhi di tanti,  piuttosto  che una tradizione cristiana, sembra una barbara e fanatica esibizione  sado-masochistica.

vattienti01I Vattienti sono dei “fedeli penitenti”  che, durante la processione, si  flagellano per voto  battendosi  il corpo (da cui il termine “vattienti”) con pezzi di vetro ed altri strumenti,  fino a sanguinare copiosamente. Non entriamo nel merito su quando la  consuetudine sia iniziata, né del perché sia nata, né cosa voglia rappresentare. Ciò che è certo è che se vedessimo in un documentario televisivo un evento simile a quello dei vattienti, ripreso in  Nuova Guinea o nel cuore dell’Africa Nera, nessuno si asterrebbe dal dire trattarsi  di un usanza tribale ed assurda. E ciò non è solo la nostra opinione, liberamente espressa  nell’anno 2014, ma lo disse già una sessantina di anni fa persino il vescovo della Diocesi di cui fa parte  Nocera Tirinese, un paese vicino Lamezia.

Nel 1956, come riportato nel  sito www.noceretiriniese.com, Monsignor Saba affermò:  Ha luogo effettivamente a Nocera Terinese, da tempo immemorabile, la “flagellazione” praticata dai fanatici a scioglimento di voti per presunte grazie ottenute. Lo spettacolo che richiama centinaia di fanatici, è invece uno dei più barbari  incivili e sta a dimostrare la mentalità retrograda degli attori e degli spettatori”. 

Naturalmente le parole del vescovo suscitarono le ire dei  tanti “fedeli” che, nel nome della tradizione, affermarono, come continuano  ad affermare oggi, il diritto a celebrare questo rito, indifferenti al fatto che  l’autolesionismo e l’esibizionismo sono delle patologie ben note a tutti gli psichiatri, come lo è il voyerismo sanguinario degli spettatori.

(foto http://www.turismoincalabria.it/)

Per chi non sapesse di cosa si stia parlano, si rimanda ai filmati presenti su Youtube: