Sequestrato patrimonio di circa 800 milioni di euro riconducibile alla famiglia mafiosa di Villabate (PA)

diaLa Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha proceduto al sequestro dei beni mobili e immobili, rapporti bancari, intero capitale sociale e relativo compendio di numerose aziende, di pertinenza del ragioniere commercialista ACANTO Giuseppe, 55enne di Villabate (PA). La misura di prevenzione patrimoniale, che trae origine da una proposta del Direttore della DIA, è stata emessa dal Tribunale di Palermo, Sez. Misure di Prevenzione – Presidente Dr.ssa Silvana SAGUTO. Le indagini economico-patrimoniali degli investigatori della DIA palermitana, effettuate d’intesa con il Procuratore Aggiunto Dott. Bernardo Petralia, coordinatore del “Gruppo Misure di Prevenzione” della Procura Distrettuale Antimafia, hanno permesso di accertare che ACANTO, mediante il controllo di numerose aziende, ha posto in essere comportamenti nei quali è stata riscontrata l’appartenenza ad una associazione mafiosa. Il sintomo della gestione occulta è emerso quando presso il suo studio commerciale sono state rintracciate le scritture contabili sia di aziende operanti presso il mercato ortofrutticolo palermitano (già sequestrato dalla DIA nel febbraio 2014), sia di società riconducibili a indiziati mafiosi, quali MANDALÀ Antonino, cl. 39, D’AGATI Giovanni, cl. 40 ed altri, facenti parte della “famiglia” di Villabate (PA).

Proprio appartenenti ai MANDALÀ hanno gestito, sotto vari aspetti, il viaggio a Marsiglia dell’allora latitante Bernardo PROVENZANO. Già in passato, è emersa la posizione di rilievo assunta dall’ACANTO, sia per la sua nomina a direttore del mercato ortofrutticolo del Comune di Villabate, poi sequestrato, sia per la sua candidatura alle elezioni dell’Assemblea Regionale Siciliana del 2001, dove, con il sostegno della citata “famiglia” risultò il primo dei non eletti, salvo subentrare nel 2004 a un suo collega di schieramento, nel frattempo arrestato. L’ingentissimo sequestro effettuato dagli uomini della DIA, del valore di circa 800 milioni di euro, ha riguardato numerosi beni mobili e immobili, tra cui autovetture, rapporti bancari e finanziari, appartamenti e ville, nonché il capitale sociale e tutto il compendio aziendale di 25 società operanti nei settori dell’edilizia, del commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, dei servizi, della vendita di prodotti petroliferi, direttamente gestite dall’ACANTO o tramite terze persone.