Reggio, Unioni civili approvate…ma nella minoranza c’è un Giuda? [FOTO]

Le Unioni Civili sono state approvate, ma la notizia del giorno è l’implosione della minoranza di cdx a Palazzo San Giorgio.

simone pizzi portfolio 00002Com’era prevedibile e ampiamente scontato il Registro delle Unioni Civili è stato appena approvato dal Consiglio Comunale di Reggio Calabria; un consiglio comunale “farsa” -com’è stato definito dal consigliere Massimo Ripepi- e a tratti surreale tra urla, applausi ironici e totale confusione della minoranza di centrodestra.

La maggioranza, invece, si è presentata compatta -salvo le assenze di Sera e Paris- e al seguito del Sindaco Falcomatà ha bocciato e talune volte approvato i 97 emendamenti presentati dalla minoranza.

E’ una vittoria, una conquista, un atto di libertà per la città di Reggio Calabria l’approvazione delle Unioni Civili -hanno dichiarato i consiglieri di maggioranza nelle loro dichiarazioni di voto- “le quali ai sensi dell’art. 1 del Regolamento costituiscono il rapporto consolidato di reciproca assistenza morale, materiale e mutua solidarietà (intendendo, quindi, il complesso dei diritti e dei doveri) fondato su vincolo affettivo tra due persone maggiorenni, dello stesso sesso o di diverso sesso, coabitanti, che non siano legate tra di loro da vincoli giuridici, ovvero da vincoli di parentela, di affinità, di adozione e di tutela e che abbiano chiesto l’iscrizione all’interno del Registro delle Unioni Civili“.

Ma al netto dell’entusiasmo della maggioranza e degli esponenti delle associazioni presenti in aula (Arcigay, Pagliacci Clandestini e Maestri di Speranza) -duole dirlo- la notizia più ghiotta è l’implosione del Cdx, di quella che “fu” l’opposizione all’Amministrazione Falcomatà.

Accuse a mezza bocca prima, pubbliche poi con Lucio Dattola, che a metà seduta lascia l’aula consiliare e con Luigi Dattola, che invece l’aula l’abbandona quasi subito (per noia, per strategia? E chi lo sa!). Gli irriducibili di questa giornata tra le fila della minoranza sono, quindi, Maiolino, Matalone e D’Ascoli di Reggio Futura, Imbalzano (NCD) e Pizzimenti, Ripepi e Marino (FI). La consigliera Caracciolo, dopo che i suoi colleghi le hanno voltato le spalle votando contro a tutti gli emendamenti da lei presentati, lascia l’aula amareggiata.

Ma sarà Marino, il capogruppo FI, il vero “uomo-partita”. Accusato dalla sua stessa parte politica di inciuci con la maggioranza, prenderà la parola  all’atto della votazione finale e alla fine, seguito dal collega Pizzimenti, si asterrà.

Come andrà a finire all’interno di Forza Italia e della minoranza di Palazzo San Giorgio lo sapremo nei prossimi giorni, di questa giornata rimane un’importante conquista dell’Amministrazione Falcomatà e un dubbio, che per rimanere in tema religioso (oggi i riferimenti al Nuovo e Vecchio Testamento, a Dio si sono sprecati ndr) è legittimo: “C’è stato o no qualcuno che si è venduto per 30 denari nella minoranza?