Reggio: le richieste dell’Arcigay ai nuovi sindaci

Arcigay-Flag“Istituzione del Registro delle Unioni Civili, accesso all’edilizia popolare, ampliamento delle commissioni pari opportunità alle tematiche LGBTQI, lotta concreta alla violenza di genere e all’omofobia con progetti rivolti alle scuole contro e con la costituzione di parte civile dei Comuni, nei processi di violenza e discriminazione di genere ed a sfondo omotransfobico. Sono questi alcuni dei temi che chiediamo siano urgentemente inseriti nelle agende dei consiglieri e dei sindaci della provincia di Reggio Calabria che saranno eletti il prossimo 31 Maggio” afferma in una nota l’Arcigay Reggio. “Riconoscere l’importanza di questi temi non deve essere un mero gioco di partito, bensì, il sentimento di ogni amministratore secondo propria coscienza; riconoscere tutto questo, significa dare piena dignità a tutti i cittadini, affermando la rilevanza e  l’esistenza della libertà di ogni affettività. Ognuno – prosegue- deve poter amare liberamente ed ogni nucleo affettivo, ogni famiglia deve essere tutelata. Il Registro approvato dal Comune di Reggio Calabria il 14 maggio, non rappresenta, come molti vogliono far credere, ispirati forse al Don Rodrigo Manzoniano, un cambiamento di stato sociale, che per altro violerebbe l’art. 117 in quanto sullo status personale solo una legge nazionale può legiferare, ma un regolamento amministrativo che riconosca la convivenza reale basata sul vincolo dell’affetto con l’accesso ad alcuni diritti amministrativi, in pieno accordo con L’art. 2 Cost. che dispone che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Orbene -aggiunge- per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della Persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare, quindi, anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri, escludendo che la realizzazione di tali aspirazioni possa essere realizzata soltanto attraverso una equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio. Chiediamo, -conclude-, che l’adesione a queste tematiche sia unitaria da parte di ogni Candidato Amministratore di questa Provincia che si senta vicino e d’accordo secondo propria coscienza e non per adesione di massa o di partito”.