Reggio: progetto “Olio-più”, la relazione del workshop conclusivo

Nella giornata del 14 maggio si è svolto il workshop di presentazione dei risultati ottenuti all’interno del progetto PON “Sistemi tecnologici avanzati e processi integrati nella filiera olivicola per la valorizzazione dei prodotti e dei sottoprodotti, lo sviluppo di nuovi settori e la creazione di sistemi produttivi ecocompatibili”

Olio piùNella giornata del 14 maggio si è svolto il workshop di presentazione dei risultati ottenuti all’interno del progetto PON “Sistemi tecnologici avanzati e processi integrati nella filiera olivicola per la valorizzazione dei prodotti e dei sottoprodotti, lo sviluppo di nuovi settori e la creazione di sistemi produttivi ecocompatibili” individuato con il nickname OLIO-PIU’. L’evento si è svolto presso il Parco “Ecolandia” a Reggio Calabria, un luogo simbolo delle sperimentazioni eco-compatibili sul territorio. I lavori sono stati coordinati dal responsabile scientifico del progetto, prof. Marco Poiana, del Dipartimento di AGRARIA dell’Università di Reggio Calabria. Il progetto ha avuto come obiettivo generale il miglioramento della filiera produttiva dell’olio di oliva, riconducendo, per alcuni obiettivi specifici su interventi mirati al miglioramento e alla produzione di valore aggiunto in diversi segmenti della stessa. La filiera dell’olio di oliva nelle aree del Mediterraneo è caratterizzata da diversi punti critici legati alla gestione del sistema produttivo agricolo, alla trasformazione ed alla qualità del prodotto finito. La diversità climatica e la particolare orografia del territorio ha favorito lo sviluppo di diversi agro-sistemi olivicoli con caratteristiche varietali, modelli di impianto e gestioni colturali molto variegate, che danno origine a prodotti estremamente eterogenei. Tali prodotti se non opportunamente tipicizzati e valorizzati possono rappresentare un limite alla loro collocazione commerciale. Inoltre, lo scarso grado di innovazione tecnologica (di processo e di prodotto) delle aziende olivicole impedisce di ottenere prodotti ad elevato valore aggiunto perdendo di forza competitiva sul mercato. Al fine di raggiungere questi obiettivi, all’atto della presentazione della proposta progettuale, si è aggregato un vasto partenariato costituito da Enti di Ricerca come il Dipartimento di AGRARIA dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Istituto per la Tecnologia delle Membrane (ITM) del CNR di Rende, il Centro di Ricerche per l’Olivicoltura e l’Industria Olearia (CRA-OLI) di Rende assieme a delle realtà private costituite dalla capofila la Cooperativa di Olivicoltori CONASCO di Reggio Calabria, l’ISOLAB di Reggio Calabria, il Centro Analisi Biochimiche (CAB) di Rizziconi (RC) e l’Olearia S. Giorgio di S. Giorgio Morgeto (RC). Il progetto ha evidenziato una parte di ricerca industriale, i cui risultati sono stati presentati nel workshop, e una attività di formazione che ha visto impegnati sette promettenti laureati in discipline scientifiche in un percorso volto alla “Formazione di capitale umano altamente qualificato per lo sviluppo della filiera olearia esperto di tecnologie produttive, di tecniche analitiche e di sistemi di recupero e valorizzazione dei sottoprodotti”, suddivisi in tre percorsi formativi definiti e specifici e con competenze in ambito tecnologico per il miglioramento della qualità delle produzioni, nella valorizzazione e nel recupero di sottoprodotti oleari per generare bioenergie e principi attivi ad alto valore aggiunto e di esperti di tecniche analitiche per la qualificazione degli oli. Ai lavori del workshop hanno partecipato importanti ospiti internazionali come il Direttore esecutivo del Consiglio Olivicolo Internazionale (COI), Dott. Jean Luis Barjol, oltre all’Esperto Tecnico Scientifico, nominato dal Ministero, prof. Antonio Cimato. Dopo i saluti del Dott. Milasi (presidente Ecolandia) e della Dott.ssa Santagati (A.R.P.A.CAL.) si sono susseguite una serie di relazioni in cui i vari partner hanno illustrato i risultati conseguiti durante gli anni in cui si è sviluppato il progetto. Ha preceduto le relazioni l’intervento della Dott.ssa Gravina della società Tecnoalimenti, consulente esterno del progetto, che ha evidenziato i risultati e i prototipi, sviluppati nel corso del progetto OLIOPIU’, potenzialmente industrializzabili. La Dott.ssa Stillitano, del Dipartimento di AGRARIA, ha illustrato la valutazione della sostenibilità economica, ma anche ambientale, della attività di produzione di olio di oliva in areali specifici del progetto, evidenziando, per alcuni di questi delle criticità dovute agli alti costi produttivi. Mentre per altre aree si è evidenziato il ruolo economicamente valido della filiera qualora questa presenti delle caratteristiche di modernità, quali ad esempio la meccanizzazione delle operazioni di raccolta. Successivamente, dopo l’intervento del Dott. Cambareri che ha illustrato il ruolo e gli obiettivi di una cooperativa di produttori olivicoli, quale CONASCO, all’interno del progetto, si sono succeduti gli interventi delle Dott.sse Alessandra Bendini e Rosa Palagano, dell’Università di Bologna consulente esterno del progetto. Questi interventi hanno voluto sottolineare l’importanza di alcune innovazioni di processo quali la filtrazione e il confezionamento nel processo produttivo dell’olio extra-vergine di oliva in packaging schermante agli UV.Il Dott. Perri, Direttore del CRA-OLI, ha illustrato la possibilità di ottenere biogas da matrici organiche contenenti acque reflue olearie. Mentre e Dott. Bernardi, del Dipartimento di AGRARIA, ha descritto le caratteristiche dell’impianto pilota del bireattore, per la produzione di biogas da substrati organici contenenti i medesimi reflui, progettato e realizzato nel progetto. La Dott.ssa Giorno, del ITM-CNR, ha presentato i risultati ottenuti nel progetto utilizzando la tecnologia della separazione mediante membrane, in particolare ottenendo diverse frazioni arricchite in componenti biologicamente importanti, e ponendo le basi per la possibile migliore fermentescibilità dei reflui e produzione di biogas. Il dott. Nicolò, di ISOLAB, ha evidenziato le attività del partner nella messa a punto di un kit di indagine molecolare per la validazione di oli di oliva, in termini varietali, che potrebbe essere utilizzato anche da operatori non esperti delle tecnologie molecolari. Il dott. Ventre, del partner CAB, ha evidenziato come con un sistema basato sulla tecnologia NIT si possa effettuare uno screening preliminare, individuando con una buona accuratezza, la classe merceologica (la qualità) dell’olio di oliva che si deve analizzare. Ha chiuso la presentazione dei risultati una articolata relazione della Dott.ssa Amalia Piscopo, del Dipartimento di AGRARIA, che ha riportato i risultati conseguiti da più gruppi di ricerca del Dipartimento di Agraria (Coltivazioni Arboree e Tecnologie Alimentari) assieme agli altri partner di progetto: CRA-OLI , Centro Analisi Biochimiche,Olearia S. Giorgio e CONASCO. Nell’intervento sono state presentate le conoscenze acquisite sulle caratteristiche qualitative degli oli presenti sul territorio regionale individuandone le influenze del territorio (la regione è stata divisa in areali omogenei) e delle diverse cultivar rappresentative della Regione, sugli aspetti specifici della composizione degli oli prodotti. Questa parte dei lavori è stata conclusa dall’Esperto del Ministero, prof. Cimato, che ha evidenziato come nel corso degli anni in cui si è sviluppato il progetto siano state risolte le criticità palesate e come lo stesso progetto ha potuto fornire dei risultati concreti e utili per tutto il comparto olivicolo, calabrese in particolare. Il Direttore COI, Dott. Barjol, ha concluso il Workshop illustrando ampiamente le attività del Consiglio Oleicolo Internazionale e manifestando ampio apprezzamento per i risultati acquisiti da OLIOPIU’ che derivano da una forte sinergia tra Enti di Ricerca e aziende produttive, cosa che non sempre si rende possibile. Nel prosieguo della giornata presso il parco di Ecolandia si sono susseguite altre attività divulgative aventi come oggetto le produzioni olivicole, la dimostrazione di alcune attività da parte dei soci e le peculiarità evidenziate dal Parco.