Reggio, luci e ombre allo stabilimento Ansaldo Breda: “vi racconto la mia incredibile storia”

ansaldo-breda-aperto-13Un lettore di StrettoWeb, Giuseppe Vozza (A.D. PF Processi Speciali s.r.l.) ci invia una lettera in merito allo stabilimento Ansaldo Breda.

Il problema del lavoro affligge la nostra società da qualunque parte lo si guardi e mi viene in mente, a tal proposito, una famosa frase di Winston Churchill:

Molte persone, vedono l’impresa privata come una tigre feroce da uccidere subito. Altre invece, come una mucca da mungere.

Pochissime la vedono com’è in realtà; un robusto cavallo che, in silenzio,traina un pesante carro.

La mia storia è proprio questa e, cioè, quella di colui che ha trainato un pesante carro per oltre 20 anni all’interno dello Stabilimento Ansaldo Breda di Reggio Calabria fornendo le proprie competenze ad un’Azienda pubblica con tutto l’entusiasmo professionale possibile, cosciente di far parte di quello che era un indotto prezioso quale l’Azienda Italia; di tutto questo, purtroppo, è rimasto soltanto lo scheletro, si è imputridita la carne ma soprattutto, si sono persi i cervelli quei cervelli che per diversi decenni hanno creduto nella tecnologia italiana, hanno creduto nella manodopera italiana.

Oggi è tutto un gioco di poteri, di sotterfugi, di schermaglie finanziarie e di sottobanchi da cortile ed in questo si è trovata l’Azienda che io molto modestamente gestisco.

Un’ Azienda che prima di tutto era un’azienda familiare composta da 14 dipendenti considerati anch’essi come facenti parte di una famiglia, della mia famiglia, e mai mi sarei immaginato che proprio  9 di loro mi avrebbero ripetutamente pugnalato alle spalle.

Ma non erano da soli !

20 anni di dedizione assoluta all’indotto Ansaldo Breda ha meritato come regalo una concertazione/congiura tra Sindacati, Lavoratori , Ansaldo Breda e Ditta Engitech s.r.l. finalizzata ad estromettere la mia Azienda, o per meglio dire la mia famiglia che viveva pricipalmente dei proventi dell’Azienda,quello che in tanti anni è stato il mio lavoro.

La presente non vuole essere una “ lamentela” posto che sempre citando Winston Churchill “Se stai attraversando l’Inferno, fallo a testa alta” ed io a testa alta sto affrontando, anche nelle sedi opportune, quello che per la mia Azienda e la mia famiglia costituisce un ingente danno sia economico che di immagine chiedendo giustizia in ordine a quella che dapprima era solo una prospettazione di una congiura ai miei danni ma che in seguito per stessa ammissione dei congiurati si è rivelata essere una inaccettabile realtà: Sindacati, Operai, Ditta Engitech e Ansaldo Breda si sono accordati per estromettere la mia Azienda dall’indotto e tanto appare ancora più inaccettabile laddove si pensi che Ansaldo Breda, al tempo  società del gruppo Finmeccanica, era una partecipata pubblica ed aveva, quindi, l’obbligo morale di gestire i soldi dei contribuenti e le procedure di assegnazione degli appalti in maniera corretta, trasparente e legale.

Nulla di tutto questo e non aggiungo altro in attesa che la giustizia possa rendermi quello che illegittimamente mi hanno tolto.