Reggio, l’incredibile storia di Carmen Movila: muore fulminata nella doccia e adesso è abbandonata all’obitorio

La donna è morta fulminata durante la doccia e adesso si trova all’obitorio degli Ospedali Riuniti da 8 giorni

22315_10205453004422128_8325227453261256852_nUna lettrice indignata ci scrive in merito alle vergognose condizioni in cui versa la camera mortuaria degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. “Leggo un articolo di due giorni fa ‘’Orrore ai riuniti: camera mortuaria nel degrado salme abbandonate da mesi’’ e mi collego ad esso per denunciare la morte avvenuta 8 giorni fa di una giovane rumena Carmen Movila, che ancora oggi si trova proprio nelle celle frigorifere della camera mortuaria dei Riuniti, insieme agli immigrati morti da mesi e non reclamati e tra arti e tronchi umani oramai putrefatti. La rabbia mi assale perché Carmen si trova in quel posto fatiscente e non si sa quando ne verrà fuori, perché a Reggio tutto va a rilento. Voglio a questo punto raccontare di questa amica mia: Carmen arriva anni fa a Reggio dalla Romania col marito in cerca di fortuna e per una vita più dignitosa per lei e la sua famiglia, inizia così a lavorare presso famiglie del reggino che la stimano molto. Succede che, come ogni sera tornata dal lavoro, va a fare la doccia, l’ultima e fatale doccia, si perché, aprendo il rubinetto dell’acqua, ne rimane fulminata, il marito la sente gridare e cerca di soccorrerla ma prende la corrente e cerca di staccare la corrente elettrica è a quel punto che s’accorge che il salvavita non è scattato e lo chiude, ma a quanto pare a nulla è servito, qualcosa non ha funzionato, torna dalla moglie per fare un ulteriore tentativo, ma ogni soccorso oramai è nullo, il corpo di Carmen giace senza vita sul piatto doccia. Quella stessa sera l’intervento delle forze dell’ ordine che “miticolosamente” fanno ogni rilievo e accertano insieme al medico legale la morte della donna. Lo strazio e l’incredulità di tutti arrivano quando Carmen esce dalla sua abitazione dentro un sacco, quella stessa donna che poco prima si preoccupava del marito e del figlio, che convivevano con lei, e dava la buonanotte via Skype agli altri tre figli che vivono in Francia e Inghilterra e che adesso hanno abbandonato il lavoro e gli affetti per riunirsi in Romania e aspettare l’arrivo del corpo della madre per darle una degna sepoltura. Vi chiederete cosa c’entra il mio racconto con l’articolo sull’ obitorio dei Riuniti di Reggio Calabria, si c’entra perché se vogliamo parlare delle salme che rimangono ammassate e in sovrannumero nelle celle frigorifere, dobbiamo anche dire alcuni perché e andare in cima al problema: nessun magistrato ha ancora disposto il dissequestro o l’ autopsia del corpo di Carmen e sapete perché? Beh semplicemente per la mancanza della dichiarazione dei tecnici dell’ Enel che sono intervenuti e che avrebbero potuto farla quella stessa sera. Perché, conoscendo la realtà dell’obitorio reggino, ritardiamo il tutto e non sollecitiamo, tenendo le salme ammassate? Una sola risposta: vogliamo far conoscere il degrado reggino, non solo all’intera nazione, ma anche a livello internazionale, se pensiamo che di questa esperienza negativa ne verranno a conoscenza anche in Inghilterra e Francia dove i figli vivono oltre la Romania. Riflessione dei parenti tutti: “Carmen ha sbagliato nazione, Carmen ha cercato fortuna dove non c’è speranza neppure per gli italiani stessi, trovando solo la morte, non certo dignitosa, visto il luogo che l‘accoglie da 8 giorni (l’obitorio fatiscente di Reggio Calabria). A questo punto vorrei sensibilizzare chi di competenza per il sollecito del documento mancante e si diano le disposizioni dovute al caso, affinchè il corpo della povera Carmen venga trasferito in Romania e fatto ricongiungere ai familiari disperati che aspettano la loro povera e sfortunata mamma, per darle una dignitosa sepoltura“.