Reggio insanguinata negli anni ’70 con oltre 200 omicidi [STORIA e DETTAGLI]

La prima guerra di ‘ndrangheta fu uno scontro generazionale che vide coinvolte molte famiglie ndranghetiste della provincia di Reggio Calabria. La guerra si colloca a metà degli anni 70

mafiaLa prima guerra di ‘ndrangheta fu uno scontro sanguinario che vide coinvolte molte ‘ndrine della provincia di Reggio. La guerra si colloca a metà degli anni 70 causando oltre 200 morti ammazzati, ferimenti ed attentati. Caddero i vecchi boss a favore delle nuove generazioni che volevano aprire le porte della ‘ndrangheta al traffico di droga.

Prima della guerra di ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale era prettamente pastorale, si occupava sostanzialmente di contrabbando di sigarette, pizzo e di appalti pubblici. Capo indiscusso di questa era don Antonio Macrì, che aveva il suo quartier generale nella Locride. Insieme a Macri come vecchi boss c’erano anche don Mico Tripodo di Reggio e Don Mommo Piromalli di Gioia Tauro ma mentre i primi due erano contrari ai sequestri di persona e ad accordi con il mondo politico e istituzionale il Piromalli sosteneva che la ‘ndrangheta non poteva andare contro lo Stato. Si ruppero cosi i vecchi equilibri all’interno dell’organizzazione criminale e presero forma due schieramenti: da un lato la vecchia guardia con a capo Don Antonio Macrì e Don Mico Tripodo, dall’altra la nuova ‘ndrangheta capeggiata da Don Mommo Piromalli e da i De Stefano. I De Stefano scalpitavano per emergere e vedevano la presenza di don Mico Tripodo come un freno. Il 24 novembre del 1974 un commando fece irruzione in un bar a Reggio uccidendo Giovanni De Stefano e ferendo Giorgio De Stefano capo della ‘ndrina. Successivamente viene ucciso don Antonio Macri, a Siderno. Restava da eliminare solo il vecchio boss don Mico Tripodo che frenava le mire dei De Stefano. Il boss Tripodo venne ucciso il 26 agosto 1976 dentro il carcere di Poggioreale in Campania. Tale episodio segnò la fine del conflitto e la vittoria dello schieramento dei De Stefano. In provincia ci fu la vittoria dei Piromalli, dei Cataldo e dei Mazzaferro. A questo punto la’ndrangheta entra in una nuova fase entrando nel mondo politico, finanziario, istituzionale ed imprenditoriale. Il vero e proprio atto finale della prima guerra di ‘ndrangheta fu l’uccisione del capo dei De Stefano, Giorgio De Stefano: a decretarne l’eliminazione furono le cosche di Gioia Tauro e San Luca.