Reggio: i sindaci dell’Area grecanica sconcertati per il nuovo GAL

Un GAL non appropriato al territorio e all’Area Grecanica ecco cosa sostengono i sindaci delle zone interessate

Area grecanicaI Sindaci dell’Area Grecanica esprimono profondo rammarico e disappunto per un GAL Area Grecanica che arriva a sconfessare la natura stessa di società mista pubblico-privata, qual è, giungendo al rinnovo del suo Consiglio di Amministrazione, che risulterebbe ad oggi interamente composto da soci privati, dopo un acceso confronto in cui gli stessi Sindaci avevano manifestato la necessità di un maggiore coinvolgimento in seno agli organismi dirigenti, a tutela delle Comunità da loro rappresentate.

Davvero sconcertante l’atteggiamento dei soci privati, peraltro già più volte stigmatizzato dalla parte pubblica nel corso dell’ultimo anno, che non ha tenuto in alcuna considerazione tutte le diverse proposte formulate per rilanciare un’azione sinergica del GAL, in vista dei prossimi appuntamenti con la programmazione comunitaria, di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’Area Grecanica. Numerosi, infatti, erano stati i tentativi di addivenire ad una soluzione condivisa tra pubblico e privato, tanto da assistere impotenti ai continui rinvii per il rinnovo delle cariche sociali, che erano ormai in scadenza dall’ottobre 2014. Ciò a dimostrazione della totale chiusura della compagine societaria privata, frutto di una visione puramente parziale e tecnocratica di un Ente che, invero, dovrebbe vedere alla sua guida proprio una rappresentanza politico-istituzionale che ne darebbe maggiore pregio e peso politico, ancor più oggi che diversi Comuni sono ritornati ad essere rappresentati da Amministrazioni Comunali elette democraticamente ed altri sono prossimi ad elezioni. Chiaro, quindi, che l’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica non potrà più esimersi dall’attivare ogni azione politica e legale per reagire ad una tale prevaricazione, nella speranza che le decisioni assunte dai soci privati nell’ultima Assemblea siano riviste, tenendo conto di quanto proposto anche dai Sindaci. Se così non fosse, allora i Comuni dell’Area Grecanica saranno costretti, dopo tanti anni, a recedere da una società assolutamente incapace ormai di rappresentarne bisogni e idee di sviluppo sostenibile coerenti con le linee programmatiche degli Enti locali”.