Reggio: fermato un pescatore subacqueo a Scilla. Sequestrata l’attrezzatura e il pescato

Prosegue senza sosta l’attività di controllo della filiera pesca per garantire la tutela del cittadino, quale consumatore finale, e del patrimonio ittico nazionale

attrezzatura sequestrataProsegue senza sosta l’attività di controllo della filiera pesca per garantire la tutela del cittadino, quale consumatore finale, e del patrimonio ittico nazionale. Nel primo pomeriggio di ieri, domenica 17 maggio, personale appartenente al Nucleo Ispettivo del 5° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Reggio Calabria, congiuntamente a personale appartenente all’Ufficio Locale Marittimo di Villa San Giovanni, nell’ambito di controlli volti alla repressione di fenomeni correlati alla pesca illegale, dopo attenta osservazione hanno fermato, al rientro da una battuta di pesca, un soggetto in possesso di attrezzatura vietata per la pesca subacquea. Nello specifico, oltre alla normale attrezzatura subacquea, lo stesso è stato trovato in possesso di autorespiratore ad aria (c.d. bombole), e del pescato proveniente dalla pesca illecita e consistente in quattro esemplari di cernia di piccole dimensioni. Il soggetto veniva pertanto invitato presso la sede della Guardia Costiera di Villa San Giovanni, dove i militari, coadiuvati da personale appartenente al reparto Radiomobile della locale Compagnia Carabinieri, procedevano all’identificazione dello stesso ed alla successiva notifica degli atti amministrativi elevati a proprio carico, nonché al sequestro di tutta l’attrezzatura e del pescato. La pesca subacquea sportiva, oggetto di specifica normativa, è consentita soltanto in apnea e senza l’utilizzo di apparecchi ausiliari di respirazione (c.d. autorespiratori), inoltre è severamente vietata la cattura di più di un esemplare di cernia, a prescindere dal genere, al fine di prevenire un potenziale danno biologico alla specie, già fortemente a rischio. A carico del pescatore di frodo L.C. (1957) di Villa San Giovanni, sono stati elevati due verbali di contestazione amministrativa, ai sensi del D.P.R. 1639/68, D.P.R. 219/83, puniti dal Decreto legislativo n° 4 del 2012 che prevede una sanzione da 1.000 a 3.000 euro ed il sequestro amministrativo di tutta l’attrezzatura utilizzata dallo stesso subacqueo e naturalmente del prodotto ittico proveniente dalla pesca di frodo e consistente in quattro esemplari di cernia. Dopo una attenta visita effettuata dal medico veterinario dell’ASP 5 di RC, Dott. Bellantone, gli esemplari di cernia sono stati donati a enti con fini caritatevoli per il successivo consumo presso le loro mense, trasformando così una condotta illecita in un gesto a favore dei soggetti più bisognosi.