Reggio: “Falcomatà responsabile del “Decreto Reggio” ma nessuno se ne è accorto”

Matalone: “dal 16 marzo scorso il Sindaco Falcomatà è stato nominato Delegato per la realizzazione delle opere del Decreto Reggio ma ad oggi, purtroppo, nessuno se ne è accorto”

Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Reggio Calabria, municipio“Dal 16 marzo scorso il Sindaco Falcomatà è stato nominato Delegato per la realizzazione delle opere del Decreto Reggio ma ad oggi, purtroppo, nessuno se ne è accorto. Tuttavia, quello che più preoccupa non è lo stato degli interventi pubblici che devono ridisegnare la nostra città secondo il piano già approvato anche dal Ministero, bensì il rischio che, uno dei bandi che rappresenta ed ha rappresentato un sostegno alla domanda di lavoro esistente sul nostro territorio, rischi di trasformarsi in un incubo per i lavoratori poiché, perdurando ancora la mancata concessione dei contribuiti dovuti ai loro datori di lavoro, lo spettro è quello del  licenziamento” afferma in una nota Antonino Matalone consigliere comunale di Reggio Futura. “Chiedo – prosegue- ufficialmente e pubblicamente un impegno al Sindaco, affinché faccia chiarezza ed assuma, nei confronti delle famiglie di questi lavoratori, l’obbligo di erogare nell’immediato i contributi alle aziende. Il tempo delle scuse sta per scadere, la gente si aspetta i fatti ed in questo momento il Sindaco è nelle piene funzioni previste dalla legge per procedere agli adempimenti assunti dal Comune che oggi lui amministra. “Obiettivo occupazione” -aggiunge- è stato un bando emesso anni fa dal Comune di Reggio per promuovere l’assunzione di 300 disoccupati da parte di aziende private cittadine, garantendo a queste  un contributo per ben 15 anni, a parziale copertura dei costi per stipendi e contributi previdenziali. Il requisito che si chiedeva alle aziende per l’aggiudicazione  e che viene richiesto per ogni singola erogazione dei contributi (in genere semestrale) è quello di essere in regola con gli adempimenti di natura fiscale e contributiva. La somma occorrente per finanziare il programma per l’intero periodo fu interamente stanziata già dall’epoca dell’approvazione del bando e resa disponibile su un apposito fondo. Oggi, ci sono aziende che avanzano nei confronti del Comune oltre 30 mensilità di contributi, con il serio rischio che tale credito condizioni non solo lo stato occupazionale dei lavoratori, ma la sopravvivenza delle aziende stesse – conclude- andando ad incidere in modo preoccupante in una realtà già ampiamente segnata dalla crisi economica”.