“Reggio e i moti degli anni 70″, al Galluppi si riscopre il senso di appartenenza

foto seminario GALLUPPIRiappropriamoci della nostra storia. Di una rivolta di popolo consegnata ai posteri, vissuta dalla gente senza distinzioni di sesso e appartenenza sociale, tra processioni e barricate: ”I Moti di Reggio del 1970”. Il seminario, inserito nella programmazione annuale dell’I.C. Galluppi-Collodi Bevacqua di Reggio Calabria, incentrata sulla tematica degli anni settanta, ha aperto le porte al senso civico ed alla riflessione di un periodo storico spesso sottovalutato o interpretato, a volte, in modo semplicistico e mai troppo messo in evidenza dai poteri politici locali. Martedì 12 maggio 2015, una data importante. Al plesso Galluppi, con la presenza della dirigente dott.sa Mariantonia Puntillo, dell’on Domenico Battaglia,consigliere regionale, figlio del sindaco della Rivolta, del dott. Fulvio D’Ascola esperto di sociologia e comunicazione, con la moderazione del giornalista Francesco Legato, gli alunni delle terze classi delle scuole Galluppi e Bevacqua hanno mostrato il loro lavoro sviluppato, attraverso filmati,commenti e considerazioni sui “Moti di Reggio”. L’introduzione all’evento è tutta sulle note della colonna sonora del film “Grease”, con gli alunni delle quinte classi del Galluppi che hanno cantato e ballato, accogliendo i relatori. “Il nostro compito è quello di recuperare la nostra storia, fare vivere ai ragazzi, che sono il nostro presente e non solo il nostro futuro, il sentimento di orgoglio cittadino nel parlare e studiare i Moti di Reggio per riscoprire il senso di appartenenza”.Con queste parole, il dirigente scolastico Mariantonia Puntillo, che narra anche esperienze personali vissute proprio nel giorno di esplosione dei Moti, introduce i lavori, lasciando spazio al moderatore Francesco Legato che presenta il primo video prodotto dalla classe 3 A della “Bevacqua”,relazionato dalla studentessa Elisa Malara. La testimonianza politica di quegli anni si definisce nei temi trattati dall’on. Domenico Battaglia,che spaziano dalle connessioni tra economia, politica e crisi di governo latenti, con compromessi clientelari tra Mancini, Misasi, Pucci ed il governo centrale. ”Reggio era uno scenario incredibile,ricordo ancora l’acre odore dei lacrimogeni,avevo nove anni ed essendo il figlio del sindaco ho vissuto tutto il rammarico di mio padre, che vedeva usurpato il ruolo di Reggio capoluogo, dagli stessi suoi colleghi di partito democristiani romani, a favore di Catanzaro e Cosenza. Troppi sono stati i giochi politici per affossare la città, con la scusa di un capoluogo che doveva essere fisicamente al centro della regione, come Catanzaro.” L’incontro si alterna tra l’intervento dei relatori e la presentazione dei lavori effettuati da docenti ed alunni e scorrono le immagini della ricerca effettuata dalla classe 3B del Galluppi,con belle immagini di foto originali dell’epoca,con particolare riferimento al quartiere di Sbarre. L’appartenenza a un territorio che è stato protagonista della Rivolta è ancora testimoniato dalla dirigente Puntillo, che ringrazia Don Nunnari, Arcivescovo della Diocesi Cosenza Bisignano, non presente all’incontro per precedenti impegni ecclesiastici, ed illustra l’opera del sacerdote per il quartiere Sbarre e il suo impegno a favore della popolazione, con l’opposizione della sua auto 500 contro i carri armati inviati dallo Stato, ricordando anche i suoi venti anni di docenza alla scuola media Bevacqua. C’è spazio anche per raccontare storie ed implicazioni sociali all’interno dei Moti e le illustra Fulvio D’Ascola, con le sue parole che narrano di processioni e barricate, della trasversalità del moto di popolo, tra classi sociali ,della comunicazione deviata del potere politico e della città divisa con  “Repubblica di Sbarre” e “Granducato di S.Caterina”. Con un racconto particolareggiato della morte di Carmine Jaconis, originario di Sersale in provincia di Catanzaro e barista al Roof Garden, vittima innocente uccisa il 17 settembre 1971, nei pressi del Ponte Calopinace, da un proiettile vagante a meno di un mese dal suo matrimonio. ”Perché I Moti di Reggio, sono anche storie di gente comune”.Le conclusioni degli alunni sono depositate in un video della 3C del Galluppi, con il commento di Fabiana Logatto, che lancia l’interrogativo sul futuro di Reggio.Il dirigente scolastico Puntillo, sul finale lancia la proposta di un “Museo dei Moti di Reggio Calabria” all’interno della scuola che è situata nel quartiere Sbarre, luogo storico della rivolta popolare. Il seminario si chiude con l’on. Battaglia che esalta il sentimento di rivivere il senso civico, con la richiesta agli studenti di non dimenticare il passato e di fare proprio lo spirito di appartenenza, complimentandosi per la validità dei lavori proposti e per l’alta attenzione alle parole dei relatori, accogliendo la richiesta della dirigente sul recupero della memoria storica con un “Museo dei Moti”.