Reggio, CSI Day: “scardinare la logica del profitto nell’integrazione e nello Sport” [FOTO]

coppadellapace_CsidayUna giornata “sintesi” di un grande messaggio per la Città di Reggio Calabria: famiglie, forze dell’ordine, magistrati, medici e giovani immigrati posso giocare la stessa partita. Quella dell’accoglienza reale e dell’inclusione sociale, una sfida che il CSI ha colto e che vuole rilanciare con l’esperienza della “Reggio a colori”, formazione sperimentale che raccoglie ragazzi extracomunitari di 11 nazionalità diverse; una sfida che vede come “compagno di squadra” padre Giovanni Ladiana e la Comunità di Vita Cristiana. Proprio a padre Giovanni è stata consegnata la fascia di capitano della “Reggio a colori” per la sua capacità di essere uomo dell’accoglienza e per la volontà del Centro Sportivo Italiano di far vivere ai propri ragazzi esempi di testimonianza cristiana. E proprio in tale ottica si sono inserite le parole del giovane Walid Albosrati, profugo egiziano giunto in Italia solo tre mesi fa e da subito in campo con la “Reggio a Colori”. Walid, ha raccontato la sua esperienza ai presenti e come da quando è in Italia ha vissuto il suo “essere” squadra con tanti altri ragazzi, grazie anche al campionato under 18 del CSI. Un momento dall’alto valore umano, ma anche un monito per le istituzioni e la società civile: se da un lato l’emergenza piega le già poche risorse degli enti locali, dall’altra si devono certamente prevedere dei percorsi di ospitalità diversi da quelli ad oggi impiegati. Lo Sport in questo sa essere il collante sociale per eccellenza: può capitare come in questo CSI Day che un giovane profugo giochi con i carabinieri e non fugga da loro, così come un medico non sia un miraggio, ma un amico con cui tirare due calci ad un pallone. “Può apparire un momento emozionante, ma simbolico, eppure – spiega Paolo Cicciù, presidente provinciale CSI – noi crediamo nella forza dei simboli. Stiamo lavorando ad un grande progetto nazionale, con un Agenzia educativa di primissimo livello, per creare una vera e propria ‘rete sportiva dell’accoglienza’; non possiamo stare fermi, crediamo che i palasport spesso utilizzati come tendopoli se ritornassero alle loro originali funzioni, sarebbero molto più utili ai ragazzi che arrivano nel nostro Paese. Vale per gli immigrati così come per i disabili, la verità è che spesso lo Sport diventa un lusso per chi se lo può permettere e noi dobbiamo scardinare questa mentalità del profitto in campo dell’educazione e dell’integrazione”.

Sulla stessa “frequenza d’onda” anche Padre Giovanni Ladiana che, salutando i ragazzi presenti, ha chiesto loro di “essere i primi ad accogliere: il diverso è ricchezza”. Una stoccata anche ai genitori, “non siate stupidi – ha detto il Padre gesuita – la guerra è assurda. Facciamo rete per promuovere percorsi di educazione”. Una giornata, questa del CSI Day, che ha visto anche le final eight della Coppa della Pace con 8 scuole calcio giovanili da tutta la Provincia. A trionfare la Scuola Calcio Mirabella, ottime prestazioni della Maestrelli calcio a 5. “Si prosegue con l’attività giovanile del CSI – ha affermato Clementina Tripodi, direttore tecnico regionale – certo è che affiancare queste finali ad iniziative come quella della Coppa della Pace, assume un profilo socio-educativo molto interessante, merito va al Comitato reggino, ai volontari ed al referente del settore giovanile, Giovanni Dascola”. E poi il triangolare benefico tra Magistrati e Forze dell’ordine, Medici, capitani dal dott. Zavettieri, e la “Reggio a Colori”. “È straordinario come giornate come queste – conclude Cicciù – per il CSI reggino siano diventate quasi ordinarie. Crediamo nel valore positivo dello Sport e ci proviamo sempre e comunque ad instillare la nostra cultura. Purtroppo il mondo è pieno di dirigenti sportivi che badano solo “a loro orticello”, ma ci incoraggia vedere come tanti attori sociali di primo livello scelgono di scendere in campo con noi. Solo insieme si vince, nello Sport così come nella Società”. Nel corso della serata sono state presentate le attività del Centro Servizi Immigrati, coordinato dal Centro di Vita Cristiana di Reggio Calabria, alla presenza delle responsabili della costola interna del Centro Servizi Immigrati, le dottoresse Sottilotta e Pansera. In occasione della serata è stato raccolto un fondo che sarà destinato alle attività del Centro siriano di Roma.