Reggio: convegno #NonEsisteAlternativaAllaFamiglia con Mantovano

Mantovano: “la famiglia è come un edificio bombardato, sembra di stare a Mosul. Alcune stanze sono cadute, mentre quelle in piedi vengono prese a picconate”

FotoTavoloLa famiglia è come un edificio bombardato, sembra di stare a Mosul. Alcune stanze sono cadute, mentre quelle in piedi vengono prese a picconate”, è con questa drammatica immagine che Alfredo Mantovano, magistrato ed ex sottosegretario all’Interno, venerdì 8 maggio ha descritto lo stato sociale e culturale in cui versa attualmente la famiglia in Italia. L’occasione per parlare di famiglia ed unioni civili è il convegno titolato #NonEsisteAlternativaAllaFamiglia organizzato dal circolo reggino de La Manif Pour Tous presso la sala Calipari di palazzo Campanella insieme ad altre realtà sociali. Prima di Mantovano hanno introdotto il dibattito due donne, la prima è una madre e divorziata adesso convivente con un nuovo compagno, la seconda è una ragazza lesbica attivista del movimento de La Manif. Entrambe hanno dichiarato e motivato la loro netta contrarietà all’istituzione del registro comunale delle unioni civili offrendo la propria testimonianza di vita e ribadendo di non essere privati di diritti, di non sentirsi persone discriminate e che sempre e comunque bisogna garantire il diritto ad un bambino, che è il soggetto più debole, ad avere una mamma ed un papà. E di argomentazioni ne ha fornite tante l’intervento di Alfredo Mantovano, relatore principale dell’evento proposto alla città “per dare una corretta informazione su tematiche di stringente attualità, quali le unioni civili, troppo spesso però – secondo i rappresentanti de La Manif – infettate da una propaganda ideologica, staccata dalla realtà e che disorienta l’opinione pubblica”. Mantovano parte da un intervista rilasciata da James Gorman, amministratore delegato della Morgan Stanley, secondo il quale “parti dell’Europa sono in declino inesorabile, soprattutto a Sud. Non puoi avere Paesi in cui troppo poche persone lavorano per sostenerne troppe in pensione. Matematicamente, non funziona”, e continua dicendo che l’Italia “resta una forza molto significativa, un centro di innovazione e produzione di beni di qualità, esportabili su vasta scala. Un modo per liberare la sua crescita: creare incentivi finanziari per affrontare il problema del numero delle nascite”. In Italia non si fanno più figli, secondo i dati Istat riportati se ne fanno meno della soglia minima per garantire livelli di sviluppo sostenibile. Senza figli, infatti, si crea uno sbilanciamento demografico per il quale il sistema economico e sociale non è più autosufficiente. L’effetto è una contrazione dei servizi per un inasprimento delle tasse. A sostegno di questa tesi Mantovano passa in rassegna una serie di esempi concreti ed attuali i quali dimostrano inequivocabilmente che la famiglia è un bene sociale per tutti e che, sempre secondo l’Istat, senza matrimonio è ancora più inesorabile il calo delle nascite e quindi il rischio sociale. “Essere uniti in matrimonio statisticamente produce figli”. Di fronte a questo scenario sociale drammatico, secondo Mantovano, un governatore attento e responsabile dovrebbe accogliere l’avvertimento di Gorman ed attuare tutta una serie di politiche a favore della famiglia. Politiche che in Italia sono molto deboli laddove non mancano del tutto. Di contro però abbondano i provvedimenti che come “bombe intelligenti cadono sull’edificio della famiglia distruggendo anche tutto ciò che sta attorno”. Fra questi Mantovano cita una politica fiscale non equa ed anche la recente legge sul divorzio breve, che di fatto toglie al matrimonio quel carattere e quel valore pubblico fin ora avuto. “Matrimonio e famiglia  svolgono una funzione sociale importantissima e non possono essere ridotte ad un rapporto privato per essere messi sullo stesso piano di un’unione civile”. Un’altra “bomba intelligente” che potrebbe cadere è il ddl Cirinnà, la proposta di legge che a breve sarà discussa in Parlamento e che se approvata introdurrà in Italia le unioni civili e la “stepchild adoption”, ovvero l’adozione per le coppie dello stesso sesso. Mantovano a questo punto risponde alle accuse di voler negare diritti ai conviventi spiegando che, messi in parallelo, i diritti delle coppie sposate con quelli delle coppie conviventi (sia dello stesso sesso che di sesso opposto), si ha la quasi totale parità dei diritti. Le uniche eccezioni sono soli tre diritti specifici della famiglia: la legittima di successione, la pensione di reversibilità, la possibilità di adozione chiarendo però che questo è un diritto per i bambini ad avere una famiglie e non viceversa il diritto degli adulti ad avere un bambino quasi fosse un oggetto. “Se si volesse davvero parlare di diritti allora su questi dovrebbe essere incentrato il dibattito”. Secondo Mantovano con il ddl Cirinnà convivenze e matrimonio saranno totalmente equiparate e questo comporterà delle pericolose ricadute su tutta la società sempre più precarizzata, sempre meno attenta ai bisogni di uno stato sociale che sta implodendo e che genererà una ulteriore pressione fiscale. Mantovano ha concluso il suo intervento invitato tutti ad informarsi, perché solo conoscendo la realtà si possono capire i rischi che la nostra società potrebbe affrontare e si può puntare alla vittoria della famiglia come già in altri Paesi sta avvenendo, e fra tutti ha indicato da esempio gli Stati Uniti.