Reggio: “la casa dell’acqua: un’opportunità da sfruttare”

Sergi: “si avvicina un’altra estate e con essa si riaffacciano le solite problematiche legate alla carenza di acqua potabile all’interno delle nostre case”

casa dell'acqua“Care concittadine e concittadini, si avvicina un’altra estate e con essa si riaffacciano le solite problematiche legate alla carenza di acqua potabile all’interno delle nostre case. Con questo non vogliamo dire che nelle altre stagioni vada molto meglio, diciamo soltanto che il problema si acuisce nei mesi caldi. A fronte di questa carenza, vera o presunta che sia, la bolletta per il nostro consumo di acqua potabile resta elevatissima e visto che anche la qualità del prezioso liquido non è delle migliori, ci ritroviamo spesso assetati, imbestialiti e dissanguati dal continuo spendere per quel che dovrebbe essere un diritto e non un vitalizio a favore dei soliti noti. Ovviamente risolvere il problema non è compito nostro, ma di chi è preposto a tale incarico, a noi non resta che formulare una piccola e modesta proposta, non certo per risolvere, ma, quantomeno, per alleviare il problema relativo all’approvvigionamento idrico di acqua potabile ed al costo complessivo del servizio” afferma in una nota il presidente Ethos Giovanni Sergi. “A nostro modesto parete, la “casa dell’acqua” potrebbe essere la risposta a questa esigenza. Ma cos’è la casa dell’acqua? Semplicemente una piccola struttura fissa, dotata di più rubinetti, che eroga acqua potabile ad un costo che varia tra i 0,03 e i 0,05 centesimi di euro per litro. Essa non solo garantisce la qualità dell’acqua erogata, ma riduce notevolmente l’utilizzo della plastica, basta fornirsi di bottiglie di vetro e riutilizzare sempre le stesse, salvaguardando l’ambiente ed azzerando i costi pubblici dello smaltimento ed abbattendo sostanzialmente quelli privati per l’acquisto di acqua minerale confezionata. Queste strutture – continua- esistono e sono già funzionanti in varie città d’Italia, da Milano a Catania, sino alla più vicine Villa San Giovanni e Messina. Sono installate da imprese private e consegnate alle varie amministrazioni comunali che, direttamente o attraverso consorzi, ne incassano gli introiti sfruttando le tubazioni idriche già esistenti. Il costo per l’installazione e la manutenzione viene ampiamente ripagato dagli incassi e quindi i veri beneficiari di tutta l’operazione, oltre che per la ditta installatrice in termini di profitto, oltre che per l’amministrazione pubblica in termini politici, sono indubbiamente per i cittadini in termini di vivibilità e riduzione delle spese familiari. Alla luce di quanto illustrato, ci auguriamo che le Amministrazioni Provinciale e Comunale possano, magari attivando una sinergia auspicabile per il bene comune- conclude- avviare tutte le procedure necessarie affinché, almeno in parte, il costo dell’acqua che grava sui Reggini, possa essere alleviato”.