Reggio, apriamo ai “disruptor”: così può crescere l’occupazione

La città deve scommettere sul proprio futuro: i trasporti sono una risorsa

uberL’innovazione tecnologica ha un’incidenza profonda sul nostro stile di vita. Gli smartphone, il Wi-Fi, il mondo dei social-network hanno rivoluzionato le nostre abitudini. Le app, per intenderci, non sono soltanto un passatempo: ci aprono le porte della conoscenza, dell’informazione e – perché no? – anche alcuni sbocchi lavorativi.

Quanto è cambiata la vita di un tassista con l’introduzione di Google maps? Un mestiere che era appannaggio di pochi eletti, i profondi conoscitori dei vicoli delle grandi metropoli, è diventato potenzialmente una professione di massa. Ma la tecnologia talvolta aiuta, talaltra mette in difficoltà alcune categorie. La guerra lanciata dai tassisti stessi contro Uber è emblematica: in nome di una licenza, un vecchio retaggio novecentesco, si contrasta la filosofia della cosiddetta “sharing economy” tentando di sopravvivere alla sfida della concorrenza.

PERSONAL TRAINER IN SMARTPHONE, SEMPRE PIU' IN FORMA CON APPCos’è Uber? E’ un’azienda che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato. In sostanza tu scarichi l’app sul tuo dispositivo, tramite la geolocalizzazione chiedi ad un autista di venirti a prendere, ti fai portare dove desideri pagando online, senza alcun contributo cash. Di più: lo stesso conducente incaricato di raggiungerti segnala costantemente la sua posizione per farti monitorare il tempo d’attesa. Diverse modalità sono a disposizione degli utenti, da quella low-cost a quella “lux” (caratterizzata, quest’ultima, da una vettura costosa ed elegante).

In linea generale si tratta di un servizio di trasporto efficiente, offerto dai privati ad un utente privato, destinato a ridurre il numero di auto presenti nelle città e a far crescere l’indice di occupazione.

Apriti cielo, i tassisti sono insorti: anziché studiare un sistema competitivo, soprattutto sul fronte delle tariffe talora gonfiate all’inverosimile – Reggio, dalla Metromare all’aeroporto: tre persone, richiesta 30 euro –, anziché progettare una piattaforma che rilanci tecnologicamente i vecchi operatori, meglio salire sulle barricate e accusare gli ultimi arrivati di concorrenza sleale.

RYANAIRIl problema è corporativo: l’aumento dell’offerta non ridurrà la clientela per i tassisti, ma amplierà inevitabilmente la platea di utenti serviti. Il perché è presto detto: tariffe basse eliminano i pregiudizi. Quanti di noi, quando vanno in altre parti d’Italia, preferiscono metropolitane e bus ai taxi ordinari? E perché? La risposta è nel portafoglio, nel tentativo disperato di tutelare il proprio risparmio. Un istituto demoscopico ha calcolato di recente che il 9% dei cittadini romani utilizza i taxi, mentre i consumatori interessati a servizi analoghi, disposti a disfarsi dell’auto o ad abbandonare la metropolitana, sarebbero almeno il triplo qualora le spese non fossero eccessive.

L’insidia non sta nell’irruzione dei “disruptor” nel nostro mercato, quanto nella loro celere diffusione sul territorio nazionale al fine di evitare discriminazioni. Reggio Calabria, ad esempio, ha un aeroporto importante che, a breve, sarà rilanciato dalla presenza della Ryanair. Voli a basso prezzo attireranno utenti calabresi e siciliani. Ora, se Padova si è organizzata aprendo a Uber, perché Reggio deve essere da meno?