Reggina, questo trionfo (meritato) è per quei (pochi) che ti sono sempre stati vicino

Reggina, i puntini sulle “i” di un trionfo da brividi dedicato a chi mai l’ha abbandonata davvero

serie diNon è il momento di polemizzare, Reggio Calabria è in festa per l’impresa della Reggina che dopo 26 anni dall’ultima volta ha vinto a Messina, espugnando per la prima volta lo stadio San Filippo, e battendo gli eterni rivali peloritani in entrambe le partite dello spareggio playout. Gli amaranto mantengono così sul campo la Lega Pro condannando i dirimpettai alla retrocessione in serie D. Ma su questa festa grande è bene mettere i puntini sulle “i”. Perché in questo momento potremmo fare tanta retorica, potremmo parlare di una grande tifoseria che festeggia con la squadra per un risultato conquistato dopo una condivisa sofferenza, dopo il supporto dato per una stagione intera; potremmo titolare che “Reggio abbraccia la sua Reggina”, ma non lo facciamo perché così non è. E quando scriviamo possiamo scrivere cose giuste, sbagliate, condivise o discutibili, ma di certo non possiamo raccontare bugie.

tifosi reggina 05Questo trionfo storico della Reggina è tutto della Reggina. Della Reggina squadra, della Reggina società, e di quei (pochi) tifosi che non l’hanno mai abbandonata.

Che poi oggi in tanti, anche tra coloro che se ne erano dimenticati, salgano sul carro dei vincitori, ci sta ed è nella normalità delle cose. Ma quello che è successo negli ultimi mesi non si può dimenticare.

esultanza reggina 01Reggio Calabria aveva tanta voglia di festeggiare qualcosa che fosse colorato d’amaranto: erano passati 7 anni dall’ultima volta (11 maggio 2008, salvezza in serie A dopo la vittoria al Granillo 2-0 sull’Empoli). Non sono poi così tanti, ma il Presidente Foti nei suoi 29 anni di Reggina ha abituato fin troppo bene la città con due promozioni in serie A, due promozioni in serie B, 4 salvezze sofferte in serie B, 6 gloriose salvezze in serie A. Adesso era da “tanto” che non si festeggiava, da “7 anni”, un’inezia per tutte le altre piazze del calcio italiano, un’eternità per il pubblico reggino che negli ultimi 29 anni s’è fatto comprensibilmente il palato fino.

lillo fotiLa parabola sembrava inarrestabile, dalla A (2009) alla D (2015), una tempesta sul Sant’Agata e la città rivoltata contro, tante partite con meno di 1.500 spettatori presenti sugli spalti del Granillo, come se Reggio Calabria fosse diventata Pagani o Melfi, tanto fango ben oltre quelle che possono essere le critiche (spesso anche giuste) nei confronti di chi, comunque, alla guida della società ha sempre operato in buona fede e con grande senso di appartenenza, anche negli umani errori e comunque con una serie di pregi acclarati e riconosciuti dai fatti, dalla storia. Dal presente di oggi, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno.

tifosi reggina 02Oggi Reggio festeggia e fa bene, purché non sia un lampo, una meteora come quella dei playoff che valevano la serie A, persi al 92° di Novara appena 4 anni fa. Gran parte della tifoseria li ha dimenticati, rimossi, come tutta quell’esaltante cavalcata stagionale. Come la parata di Baiocco al 95° di Vicenza-Reggina, l’ultima sofferta salvezza nell’ultima giornata di due anni fa in serie B. Degli ultimi anni si predilige ricordare solo le cose brutte, le mazzate, che pur ci sono state, ma sempre alternate alle gioie (i brividi del gol-salvezza di Campagnacci a Cittadella due anni fa, la tripletta di Insigne al Cosenza l’ottobre scorso) che questa Reggina non ha smesso mai di regalare al proprio pubblico, alla propria gente che con l’umiltà tipicamente calabrese ha continuato a seguirla pur nelle difficoltà, pur nel momento di declino.

gol balistreri 02Il trionfo di oggi è pienamente meritato per una squadra che su 40 partite stagionali ne ha comunque vinte 10, che ha avuto lunghi blackout a causa dei contraccolpi psicologici dovuti ai soprusi violenti e scorretti dell’ingiustizia sportiva, una squadra che mai avrebbe disputato questi playout se avesse avuto la serenità ambientale di esprimere le proprie qualità calcistiche. Una superiorità dimostrata in molte prestazioni, compresi entrambi i derby dei playout. Ma se anche la Reggina fosse arrivata quinta in classifica, o ai playoff perdendoli magari in finale, una festa come oggi a Reggio non ci sarebbe stata. Perchè non è stata solo la salvezza in Lega Pro. E’ stato un derby dello Stretto vinto due volte in quattro giorni, la terza “carcagnata” consecutiva ma forse la più bella perchè la prima a casa loro, è quindi festa sia.

esultanza reggina 02Ma che sia chiaro: è prima di tutto la festa dei 1.500 presenti al Granillo la gelida serata dell’Epifania, quando i ragazzini della Berretti battevano 1-0 il Martina Franca con un gol del 16enne Ador Gjuci, è la festa dei 2.000 del Granillo che hanno esultato per il gol vittoria di Di Michele al 90° sul Melfi come se fosse una vittoria per la Champions League, è la festa di quelli che si sono imbufaliti per come la squadra ha perso 3-2 a Foggia quando a tre giornate dalla fine aveva 15 punti in meno rispetto alla penultima, ma loro ci credevano ancora. E’ la vittoria dei 600 del San Filippo il 25 gennaio, quando il Messina vinceva 4-1 un derby che valeva soltanto tre punti e poi festeggiava con selfie, fuochi d’artificio e cori “serie D, serie D” nei confronti dei sostenitori amaranto. Poi, però, in D ci sono finiti loro.

reggina messina (3)Oggi a Reggio festeggiano tutti, a partire dal Sindaco Falcomatà che due giorni prima del suo matrimonio s’è riscoperto Ultrà andando a Messina con il traghetto riservato ai tifosi dopo che quando era la Reggina a chiedergli vicinanza e sostegno non solo ha risposto picche, ma ha addirittura messo i bastoni tra le ruote con quel “non vogliamo nuovi Manenti” nei confronti di Nick Scali che ha ostacolato la trattativa con gli australiani. Poi ha provato a rimediare, ma probabilmente è stato troppo tardi. Questa, però, è un’altra storia, e ne parleremo a partire da domani. Oggi non è il momento delle polemiche, oggi vogliamo festeggiare tutti insieme. Con l’auspicio che in questa città, almeno intorno alla Reggina, rimarremo sempre così compatti, uniti e numerosi come nei giorni più belli. Come il 30 aprile 2006, come il 30 maggio 2015. La Reggina che qualcuno dava per morta, “retrocessa già a dicembre“, ha regalato oggi ai propri tifosi una delle pagine più belle della sua storia ultracentenaria. L’ennesima dell’era Foti.