I nuovi posti di lavoro e la lana caprina

cgildi Kirieleyson - Ieri sono stati diffusi i dall’INPS i dati sulle nuove assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato nel primo trimestre 2015: circa 470.000 posti di lavoro ed un più 24% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Renzi ha legittimamente interpretato ciò come un successo del job act varato dal Governo, che ha previsto degli sgravi sui contributi che le imprese devono versare per ogni dipendente neo assunto.
La logica direbbe che si tratta di un dato obiettivamente positivo – anche se, per compensare i disastri della crisi iniziata nel 2007 (e che però ha radici ancora più lontane), di strada ce n’è ancora tanta da percorrere. Ma invece non pare sia così, o almeno non lo è per tutti.
Il commento che la CGIL ha saputo partorire per la circostanza è stato solo “si tratta di un regalo alle imprese”.
Che un sindacato non accolga favorevolmente la notizia di nuove assunzioni è piuttosto stravagante, diciamo pure incredibile.
E come se qualcuno si lamentasse perché le donazioni per beneficenza sono detraibili ai fini fiscali, infischiandosene assolutamente del fatto che qualche poveretto possa invece trarne un beneficio.
Una questione di lana caprina. O la netta sensazione di contare sempre meno e di voler comunque giustificare a torto o a ragione, il proprio ruolo?