Palermo, i beni dell’avv.Geraci sono stati dissequestrati dal Tribunale del Riesame: “non sono un evasore”

Con provvedimento del 6.5.2015, depositato l’8.5.2015 il Tribunale del Riesame di Palermo, in accoglimento della istanza presentata dall’Avv. Stefano Geraci ha disposto per “ ….l’immediata restituzione di quanto in sequestro all’avente diritto…”

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Con provvedimento del 6.5.2015, depositato l’8.5.2015 il Tribunale del Riesame di Palermo, in accoglimento della istanza presentata dall’Avv. Stefano Geraci (difeso dall’Avv. Santino Liistro) ha disposto per “ ….l’immediata restituzione di quanto in sequestro all’avente diritto…”.

Con una nota, l’avvocato ha voluto replicare alla ricostruzione contenuta in una serie di articoli pubblicati sulla stampa in base ai comunicati stampa ufficiali divulgati dalla Guardia di Finanza. “Infatti gli “accertamenti” che mi riguardano svolti dalla Guardia di Finanza devono ancora essere sottoposti al vaglio dell’Agenzia delle Entrate che, in contraddittorio col sottoscritto, attraverso lo strumento della “istanza di accertamento con adesione” stabilirà se vi sia stata o no evasione fiscale. E’ davanti l’Agenzia delle Entrate che il cittadino-contribuente ha la possibilità di giustificare le operazioni contestategli dalla Guardia di Finanza producendo tutta la necessaria documentazione a sostegno delle proprie ragioni. Solo a conclusione di tale procedimento sarà possibile asserire con certezza se il contribuente, chiunque esso sia, abbia o no evaso il fisco e quindi se possa essere chiamato o no “evasore fiscale”. Fino a quel momento il cittadino-contribuente sottoposto ad accertamenti e verifiche non è un “evasore fiscale” ma è semplicemente un soggetto rispetto al quale i competenti Uffici stanno, per l’appunto, eseguendo accertamenti e verifiche il cui esito non è per niente detto corrisponda alle “ipotesi” avanzate dalla Guardia di Finanza. Ciò premesso, rifiuto l’etichetta di evasore fiscale incautamente attribuitami proprio perché nessuno ad oggi, in pendenza delle procedure di riscontro e verifica, può permettersi di attribuirmi tale infamante appellativo. Sorvolo, ma solo in questa sede, sulla questione dei 28 terreni (sono le “particelle castali” che costituiscono un unico terreno in prevalenza ereditato da mia madre) e dei sette fabbricati (altro non sono che vecchi fabbricati rurali, vecchie stalle e vecchi magazzini situati nel fondo rustico ed in prevalenza diruti quando non totalmente distrutti). La rappresentazione  data artatamente era orientata al solo scopo di lasciare intendere all’inconsapevole lettore che il sottoscritto sia una specie di feudatario proprietario di mezza Sicilia occidentale mentre, per quanto riguarda l’Azienda Agricola vitivinicola preciso che la stessa non è mai stata “sotto chiave” perché i titolari della stessa, che sono i miei figli, non sono mai stati privati, neanche per un giorno, della disponibilità del bene”.